Sesso nei centri cinesi, sette alla sbarra
Sette cinesi finiscono sotto processo per la storia dei centri massaggi a luci rosse scoperti dalla polizia tra Chieti Scalo, Francavilla e Sambuceto. Il giudice Andrea Di Berardino, su richiesta del...
Sette cinesi finiscono sotto processo per la storia dei centri massaggi a luci rosse scoperti dalla polizia tra Chieti Scalo, Francavilla e Sambuceto. Il giudice Andrea Di Berardino, su richiesta del sostituto procuratore Giancarlo Ciani (in aula c’era il pm Marika Ponziani), ha rinviato a giudizio tutti gli imputati, di età compresa tra 30 e 54 anni, accusati – a vario titolo – per reati che vanno dallo sfruttamento al favoreggiamento della prostituzione. Si tratta di Ping Jiang, Jun Chen, Shaoqing Liu, Chunyan Huang, Jing Chen, Dejin Zheng e Liping Fu. Il processo si aprirà il primo giugno.
Altro che trattamenti per sciogliere la schiena e il collo: l’inchiesta portata avanti dai poliziotti della squadra mobile di Chieti ha svelato un’ampia platea di clienti pronti a pagare un extra per fare sesso con avvenenti donne asiatiche, al di là delle prestazioni elencate nella lista “ufficiale” affissa alle vetrate. Cinque indagati, si legge sul capo d’imputazione, «in qualità di titolari dei centri massaggi, reclutavano e assumevano alle proprie dipendenze, al fine di fare esercitare loro il meretricio», ragazze orientali. Non solo: hanno «tollerato, favorito e sfruttato la prostituzione» e pubblicato sui siti internet le offerte hard. Per gli altri due indagati le accuse sono le stesse, fatta eccezione per il favoreggiamento e lo sfruttamento della prostituzione. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Marco Femminella, Marco Ciccocioppo, Roberto Crognale, Carla Ferrara, Fabio Amodio e Remo Donatelli. (g.let.)
Altro che trattamenti per sciogliere la schiena e il collo: l’inchiesta portata avanti dai poliziotti della squadra mobile di Chieti ha svelato un’ampia platea di clienti pronti a pagare un extra per fare sesso con avvenenti donne asiatiche, al di là delle prestazioni elencate nella lista “ufficiale” affissa alle vetrate. Cinque indagati, si legge sul capo d’imputazione, «in qualità di titolari dei centri massaggi, reclutavano e assumevano alle proprie dipendenze, al fine di fare esercitare loro il meretricio», ragazze orientali. Non solo: hanno «tollerato, favorito e sfruttato la prostituzione» e pubblicato sui siti internet le offerte hard. Per gli altri due indagati le accuse sono le stesse, fatta eccezione per il favoreggiamento e lo sfruttamento della prostituzione. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Marco Femminella, Marco Ciccocioppo, Roberto Crognale, Carla Ferrara, Fabio Amodio e Remo Donatelli. (g.let.)

