Sette assunti in Comune, il caso alla Corte dei conti

Spunta un verbale del collegio dei revisori dopo la denuncia dell’opposizione «Vietato assumere, potrebbe esserci danno erariale». E la minoranza attacca
CHIETI. Sette assunzioni per una spesa di circa 11mila euro al mese, decise tra il 30 e il 31 dicembre dell’anno scorso. Arrivano alla Procura della Corte dei conti le assunzioni volute dall’amministrazione di centrosinistra-liste civiche «per garantire lo svolgimento delle funzioni fondamentali e l’erogazione di servizi indispensabili» fino all’8 febbraio scorso. Ma per i revisori dei conti del Comune quelle assunzioni erano vietate e non si potevano fare: «Il mancato rispetto dei divieti potrebbe comportare assunzione illecita di spese e, conseguentemente, il nocumento erariale per l’amministrazione», questo è il passaggio chiave di un verbale del collegio dei revisori interpellato dai consiglieri di opposizione.
I revisori, con il presidente Angelo Palombizio, Alfonso Di Sabatino Martina e Luciana Cunicella, bocciano le assunzioni di San Silvestro e affermano che adesso «ogni decisione nel merito debba essere presa dalla Corte dei conti». E la pronuncia non è una formalità: i revisori danno un ultimatum all’amministrazione: mandare le carte alla magistratura contabile «entro 10 giorni». Si riapre la polemica politica: l’opposizione, dopo lo scontro in consiglio comunale con un’interpellanza del capogruppo Udc Mario De Lio, torna a denunciare il possibile danno erariale e attacca.
Tutto ruota intorno alle date delle assunzioni: secondo i revisori, visto che a fine 2020 il bilancio non era stato ancora approvato, il Comune diretto verso il predisstesto non poteva assumere personale. Su questo, in una nota di spiegazione inviata ai revisori, il segretario generale Celestina Labbadia rivela «la confusa, caotica e complicata situazione economico-finanziaria dell’ente che, nel corso del mese di dicembre, si avviava a determinarsi circa il ricorso alla procedura straordinaria di risanamento finanziaria pluriennale». E ancora: «La frenetica situazione che si è creata alla fine dell’anno 2020 con la necessità di non vedere sfumata la assunzione di unità nuove, anche da collocare all’interno del settore finanziario ove era in corso una straordinaria mole di lavoro preordinata all’attivazione della determinazione della procedura di riequilibrio con una complessa attività gestionale circa gli atti da compiere per la complessità del procedimento, ha determinato forse la non ottemperanza al divieto di cui all’articolo 9 comma 1-quinquies decreto legge 113/2016, di certo non con intenzionalità». A questo punto, il collegio dei revisori, «pur condividendo le considerazioni rimesse dal segretario comunale», parla di assunzioni vietate.
L’opposizione attacca l’amministrazione a una sola voce: «Adesso, con la sussistenza di danno erariale, chi pagherà le sanzioni?», si chiede il capogruppo della Lega Mario Colantonio, «qualcuno dell’attuale maggioranza, che ha ignorato l’attento lavoro fatto dal consigliere De Lio e condiviso dalla minoranza tutta, minimizzandone le conseguenze e licenziando in modo superficiale gli atti prodotti, come si comporterà ora venendo a conoscenza dell’esito negativo di tutta la vicenda?». Colantonio prosegue: «Il collegio dei revisori dei Conti ha fatto una attenta disamina di tutti gli atti ed indica diverse sentenze con applicazioni delle sanzioni consequenziali per aver disatteso sia le scadenze di legge dei termini previsti per l’approvazione dei bilanci di previsione, dei rendiconti e marcatamente del bilancio consolidato e quindi ribadisce che in mancanza del rispetto dei termini previsti non possono procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale».
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