Sette bombe fermano i lavori al cimitero

Prima della costruzione di 16mila tombe, spuntano gli ordigni inesplosi della Seconda guerra mondiale: via alla bonifica bellica
CHIETI. Sette bombe sepolte nel terreno fermano i lavori del nuovo cimitero a Santa Filomena. A scoprire quelle «tracce anomale» nel sito a vocazione agricola che ospiterà 16mila tombe è stato il geologo Fabio Colantonio, chiamato dalla società Parco della memoria srl a scandagliare il terreno lungo via Ombrosa prima dell’arrivo delle ruspe. Il ministero della difesa ha dato già il via libera all’operazione di «bonifica bellica»: entreranno in azione, entro 45 giorni, gli specialisti del X Reparto infrastrutture di Napoli e di una ditta di Caserta. «Si tratta di un fuori programma che provocherà un allungamento dei tempi», spiega Gerardo Alfano, amministratore delegato della Parco della memoria, la società privata composta da 5 imprese con capitale sociale di 800mila euro che si è aggiudicata la concessione, «ma, risolto questo normale intoppo, i lavori del primo lotto dovrebbero partire a dicembre e concludersi in un anno e mezzo». Il primo lotto prevede tremila tombe e 4 attività commerciali tra bar e fioristi; il secondo lotto, con le restanti sepolture, è previsto tra 6-7 anni a seconda del volume di vendite dei posti.
L’analisi sul terreno di 53mila metri quadrati di Santa Filomena, attraverso un georadar, ha evidenziato la presenza di «7 corpi estranei in materiale ferroso» della lunghezza di circa 50 centimetri, sotterrati tra mezzo metro e circa due metri di profondità. La rilevazione con il georadar è stata necessaria perché una ricerca storiografica aveva confermato la possibilità di residuati bellici nella zona a causa dei bombardamenti tra il 1943 e il 1944: 25 attacchi concentrati su Chieti Scalo, 20 a Chieti alta e altri 62 bombardamenti non mirati. «Il risultato dei controlli», spiega Alfano, «non è stato confortante e siamo stati obbligati ad avviare l’iter per la bonifica bellica che deve essere eseguita da imprese specializzate sotto la sorveglianza del ministero della difesa». Il 24 ottobre scorso, il ministero ha dato il via libera all’operazione. Le spese della bonifica ricadranno sul privato: «Come concessionario, spetta a noi farci carico della bonifica», dice Alfano che rassicura i cittadini interessati ad acquistare posti: «Tutti possono stare tranquilli: l’intervento va avanti e questo ritrovamento produrrà soltanto un lieve ritardo di 4-5 mesi rispetto alle previsioni iniziali».
Con il primo bando di vendita, la Parco della memoria ha raccolto già 210 prenotazioni: «A causa del ritardo legato alla necessità della bonifica, abbiamo deciso di accordare ai cittadini una dilazione dei pagamenti. Adesso, dopo la chiusura del bando con i diritti di prelazione», conclude Alfano, «la vendita di loculi e cappelle va avanti: il sostegno dei cittadini nei confronti di quest’opera è importante per mandare avanti i lavori».

