Sevel, appelli a ministro e Commissione europea

3 Marzo 2023

PAGLIETA. Le fermate prolungate per mancanza di materiali, lo stabilimento gemello in Polonia, la crisi dell'indotto e la recente proposta di applicare in Fca Italy i cosiddetti contratti di...

PAGLIETA. Le fermate prolungate per mancanza di materiali, lo stabilimento gemello in Polonia, la crisi dell'indotto e la recente proposta di applicare in Fca Italy i cosiddetti contratti di espansione per anticipare la pensione di qualche anno su base volontaria dietro incentivi. La Val di Sangro trema su queste e altre questioni che riguardano il suo motore per eccellenza, lo stabilimento ex Sevel, e si mobilita per scuotere i vertici regionali e nazionali. È con queste premesse che il sindaco di Paglieta, Ernesto Graziani, in rappresentanza di un comitato di 64 sindaci del territorio, ha scritto al ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, al presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, all'assessore regionale alle attività produttive, Daniele D'Amario e al direttore dello stabilimento Fca Italy, Paolo Accastello, assieme ad altri vertici aziendali per invitarli a partecipare a un incontro pubblico al fine di «difendere e incrementare l'apparato industriale della Val di Sangro. Stellantis, ha realizzato una industria gemella della Sevel in Polonia per produrre gli stessi veicoli realizzati in Val di Sangro con impianti modernissimi mentre non interviene per la sostituzione di impianti ormai obsoleti nella ex Sevel», scrive preoccupato Graziani. «Inoltre non ha rinnovato i contratti di operai assunti a tempo determinato e induce altri al prepensionamento. Il numero dei dipendenti di quella che era la Sevel si è ridotto a 5.000 e un ulteriore ridimensionamento, potrebbe spazzare via anche l’indotto e migliaia di posti di lavoro. Non sappiamo quale sia l’effettivo piano industriale che Stellantis ha intenzione di realizzare. Tuttavia riteniamo che il nostro Governo non possa restare indifferente di fronte alla minaccia di dissoluzione di un settore e del suo apparato industriale di assoluta importanza».
Intanto nei giorni scorsi Elisabetta De Blasis, europarlamentare della Lega, ha presentato una interrogazione alla Commissione europea, condivisa dagli europarlamentari Lega Paolo Borchia, Rosanna Conte, Matteo Gazzini, Paola Ghidoni, Elena Lizzi, Silvia Sardone, Isabella Tovaglieri sulla mancanza di microchip che sta provocando il rallentamento produttivo di Fca italy. De Blasis chiede alla Commissione di «avviare un’interlocuzione entro il primo semestre del 2023 con i maggiori gruppi industriali del settore automobilistico europeo per tutelarne la produzione nei confini dell'Unione e per favorire la nascita e lo sviluppo, sempre all'interno degli stessi confini, di distretti industriali elettronici connessi al settore automobilistico». «Su questo tema», interviene l'assessore regionale Nicola Campitelli, «c'è grande attenzione da parte nostra, insieme ai nostri europarlamentari in particolar modo con l'onorevole De Blasis, stiamo lavorando per portare in Europa la produzione della componentistica necessaria ed essenziale. Questa è l'unica soluzione per difendere il know how dell'industria italiana e abruzzese, leader nel settore, che non possono essere subordinate dalla dipendenza cinese». (d.d.l.)
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