Sevel, c’è il rischio di nuovi stop
Va avanti ancora a singhiozzo la produzione alla ex Blutec
ATESSA. È ancora in bilico la situazione lavorativa in Sevel dopo lo stop forzato di due turni, il notturno di lunedì sera e il primo di ieri mattina, a causa di un guasto ad un macchinario della fabbrica dell’indotto Ingegneria Italia (ex Blutec) che produce traverse sottoplancia per i furgoni commerciali leggeri. La rottura si è verificata ad un macchinario che raffredda tramite un particolare gas altre macchine di produzione. Dopo l’arrivo di ben due ditte, il guasto non è stato sanato e si sta procedendo quasi a singhiozzo. La Sevel tuttavia ha ripreso i turni lavorativi, ma non si escludono altre fermate improvvise. Una situazione che sta gettando nello sconforto le maestranze della fabbrica del Ducato Fiat e dei gemelli Peugeot e Citroen, quelle di Ingegneria Italia, in balia di una difficile e delicata cessione di ramo di azienda, e centinaia di lavoratori dell’indotto. Sono circa 250 i dipendenti di Ingegneria Italia tra dipendenti a tempo determinato, indeterminato e somministrati.
L’azienda è da mesi in una situazione drammatica dal punto di vista gestionale, finanziario e amministrativo e, dopo un vertice sindacale e l’intervento al Mise, è in trattative per cedere le attività al gruppo Magnetto. Ma da alcune settimane la situazione è in stallo. «Chiediamo che la proprietà di Ingegneria Italia si faccia da parte immediatamente», interviene il segretario della Uilm Chieti Pescara, Nicola Manzi, «questa situazione non è più sostenibile e ci preoccupa il mantenimento dei livelli occupazionali in questa trattativa. La questione deve chiudersi subito». «Non si può sempre mettere in croce i dipendenti Sevel», commenta Amedeo Nanni, rsa Fim Cisl della Sevel, «che sono già alle prese con recuperi e straordinari massicci. Siamo di fronte a una proprietà che non si comporta da imprenditore, chiediamo fortemente che lasci lo stabilimento in mano a chi vuole e sa occuparsene». (d.d.l.)

