Sevel, cassa integrazione fino a domenica

Linea del reparto lastratura finita sotto sequestro: Fca chiede il ricorso agli ammortizzatori sociali per 700 lavoratori
ATESSA. La temporanea interruzione della linea del reparto Lastratura in cui si è verificato il tragico incidente in Sevel costato la vita al 28enne Cristian Terilli, fa scattare, da oggi a domenica, la richiesta di cassa integrazione parziale che interesserà circa 700 persone. I lavoratori interessati sono stati informati individualmente dai propri responsabili. Conseguenze anche per quasi tutti i trasfertisti (dipendenti provenienti da altri stabilimenti della galassia Fca) presenti in Sevel che torneranno momentaneamente nelle fabbriche di provenienza. Attualmente Sevel ne impiegava circa 200. L’area continua a rimanere sotto sequestro. La produzione passerà, nei giorni di cassa integrazione, da circa 1.200 furgoni al giorno a 900 furgoni.
IL VERTICE SULLA SICUREZZA. Intanto ieri l’azienda si è confrontata con le Rls (rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza) di tutte le sigle sindacali, firmatarie e non del ccsl Fca, sulla tragedia di venerdì scorso. Sevel da subito si è dichiarata a disposizione della magistratura nel fornire tutte le informazioni possibili e ha già redatto e consegnato il Duvri, documento unico di valutazione dei rischi. Da quanto si è potuto apprendere, visto che l’area è sotto sigilli e che nessuno può avvicinarsi o entrare sulla superficie occupata dal macchinario, si tratta della Ute 1 del reparto di lastratura per la lavorazione delle fiancate corte del lato sinistro del veicolo commerciale prodotto in Sevel.
LA MANUTENZIONE DELLA LINEA. La linea è lunga 87 metri, larga 15 ed è composta da 19 robot. La Comau è la ditta che ha costruito il macchinario e che, per questo motivo, è responsabile della manutenzione straordinaria, operazione che stava effettuando Terilli. La Comau a sua volta ha dato in appalto queste lavorazioni alla Sinergia srl, fabbrica dove il giovane manutentore, che già aveva lavorato su questo tipo di macchinari, era impiegato da ormai 9 anni. La manutenzione straordinaria consisteva nella sostituzione dei 5 tiranti della linea “fiancate sinistre”, Terilli in quel momento stava lavorando al quinto e ultimo tirante da sostituire quest’anno, un’operazione dunque che rientrava ampiamente nei tempi programmati. Negli ultimi anni in Sevel sono stati sostituiti 20 tiranti.
L’INCIDENTE. È accaduto alle 12,31, secondo quanto riportato alle Rls, e in quel momento si trovavano a lavorare all’interno del macchinario quattro addetti, altri tre si trovavano invece nelle vicinanze. Dalle prime ricostruzioni, sulle quali dovranno fornire chiarimenti i periti incaricati dalla magistratura, il lavoratore sarebbe rimasto schiacciato da una “bilancella” in ferro, pesante alcuni quintali, che compone un banchetto di sollevamento. Nel momento in cui è avvenuto l’incidente, tutti gli impianti erano senza elettricità.
LE REAZIONI. «Non ci sentiamo di addossare o ipotizzare delle responsabilità sul tragico avvenimento», commentano le Rsl Andrea Vacca (Fim-Cisl) e Umberto Scafetta (Uilm), «nei prossimi giorni proveremo a capire qualcosa in più». Intanto alcune sigle sindacali hanno annunciato che nei prossimi giorni chiederanno una «commissione paritetica nazionale», in gergo Ophs, che si occupa di elaborare, valutare e sviluppare iniziative e programmi a livello nazionale in materia di salute e sicurezza sul lavoro. «L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro», commenta Amedeo Nanni, operatore Fim-Cisl, «non si può accettare che un lavoratore esca di casa e non vi faccia più rientro. Ciò è intollerabile in un paese civile. Bisogna lavorare per incalzare le aziende a fare più prevenzione e formazione ai lavoratori, costringerle a non sottovalutare nessuna procedura, neanche la più banale».
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