Sevel ferma, i timori di Fiom e Usb

7 Novembre 2021

Atessa. I due sindacati: «Le poche forniture nascondono un piano di tagli»

ATESSA. Desta forti preoccupazioni il ricorso in Sevel alla cassa integrazione per 1.700 persone a partire da lunedì per tutta la settimana. La difficoltà nel reperire il materiale elettrico di sub fornitura, in particolare microchip, semiconduttori e scatole guida, sta mettendo in allerta l'intero sistema produttivo della Val di Sangro a forte vocazione automotive.
«Per quanto la crisi dei microchip sia credibile come motivazione», interviene Usb Abruzzo, «secondo noi si sta approfittando di questa crisi per andare verso un processo di ristrutturazione e di ridimensionamento dello stabilimento. Come Usb contestiamo la modalità di ricorso alla cassa integrazione, che sarà gestita a discrezione dell’azienda e rischia di creare delle discriminazioni tra lavoratori, per questo chiediamo che sia gestita in modo equo e senza discriminazioni, attivando una sorta di rotazione tra tutti i lavoratori. Denunciamo l’atteggiamento passivo dei sindacati firmatari e della politica regionale che continuano a dare false rassicurazioni, mentre è in atto un vero ridimensionamento dello stabilimento, con grave ricadute sull’indotto della Val di Sangro». Preoccupa anche la sorte di 400 lavoratori staff-leasing che rischiano di «essere le prime vittime di questo processo».
Sulla stessa linea anche la Fiom-Cgil: «Pensiamo che il problema della fornitura sia reale», interviene Alfredo Fegatelli, segretario regionale, «Stellantis sta applicando soluzioni come la cassa integrazione solo in situazioni di crisi. Secondo noi ci si approfitta di questa situazione per portare avanti una strategia di ridimensionamento dello stabilimento. Queste sono solo le prove tecniche di quello che succederà una volta che partirà lo stabilimento di Gliwice in Polonia». Per quanto lo stesso amministratore delegato del marchio Stellantis, Carlos Tavares, abbia detto nel corso di una visita in Sevel che la seconda fabbrica produttrice di furgoni commerciali leggeri in Europa non sarà un concorrente di Sevel, la preoccupazione sale, anche perché, sottolinea Fegatelli, «l'apertura dello stabilimento è stata anticipata di molto, ed è dietro l'angolo, a febbraio». E il ricorso alla cassa integrazione sarà per Usb e Fiom una mannaia sull'indotto locale. «Il numero dei cassintegrati è molto superiore a quello dato dalle altre sigle», conclude, «perché vanno considerati i precari e le piccole e medie imprese dell'indotto». (d.d.l.)
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