Sevel ferma, operai avvisati tardi
Atessa, macchinario rotto blocca la produzione: viaggio a vuoto per i pendolari
ATESSA. La rottura di un macchinario nella fabbrica Fca Plastic (ex Ergom), che produce serbatoi, ha costretto lo stabilimento Sevel, fabbrica del Ducato Fiat e dei gemelli Boxer e Jumper per Peugeot e Citroen, ad una chiusura forzata per il primo e il secondo turno di lavoro di ieri. Il guasto si sarebbe verificato nella notte di mercoledì al software di un macchinario chiamato soffiatrice. Ma i dipendenti sono stati avvisati molto tardi. Per il primo turno di lavoro, che comincia alle 5,45, i lavoratori Sevel sono stati avvertiti del “senza lavoro” dello stabilimento soltanto a mezzanotte e mezza. Stessa cosa per chi doveva effettuare il secondo turno di lavoro che inizia alle 14,15: il messaggio è partito soltanto alle 13,30. Questo ha creato un disagio enorme ai dipendenti, soprattutto per le centinaia di pendolari (il pendolarismo nella fabbrica del Ducato made in Atessa interessa il 50% dei dipendenti che devono viaggiare per meno di 30 minuti e il 44% per chi di loro, invece, si sposta con un tempo di percorrenza dai 30 ai 60 minuti) che hanno scoperto che la fabbrica non lavorava solo una volta arrivati sul posto, davanti ai cancelli chiusi. «Quanto accaduto ieri in Sevel», stigmatizza Giovanni Zinni della segreteria regionale Fim-Cisl, «è vergognoso. La direzione aziendale ha avuto un atteggiamento gravissimo che denota l’assenza totale di rispetto nei confronti dei lavoratori che hanno reso grande lo stabilimento e contribuiscono ogni giorno a renderlo tale. Ci sono persone che si muovono da Cassino, che prendono il pullman o che viaggiano di notte per raggiungere Atessa: non è accettabile una tale mancanza di sensibilità e considerazione». E ieri in tarda serata, a poca distanza dall’avvio del terzo turno, nessuno aveva saputo niente. I disagi sono proseguiti dunque per tutta la giornata, mentre i tecnici inviati nella Fca Plastic disperatamente tentavano di riavviare il macchinario. La Sevel attualmente sta lavorando a ritmi molto sostenuti. Anche per giugno, dopo mesi di ricorso agli straordinari, sono state programmate altre cinque giornate lavorative extra. (d.d.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

