Sevel, Honda e le altre industrie Il ghiaccio blocca la produzione

10 Gennaio 2017

Atessa, sindacati sul piede di guerra. La ripresa dell’attività compromessa dalla viabilità pessima Traniello (Cisl): manca un piano neve integrato tra enti e Arap. Il sindaco Cicchitti: siamo in ginocchio

ATESSA. Sevel, Sapa, Honeywell chiuse per la giornata di ieri (Sevel solo per il primo e secondo turno) e Honda che allunga il fermo produttivo fino ad oggi. Più tutta una serie di piccole e medie imprese degli indotti Sevel e Honda che, producendo con la formula del just in time, ovvero senza fare scorte, seguono di pari passo i ritmi delle "grandi sorelle". Il bilancio di questi giorni di neve eccezionale ha creato gravi conseguenze al tessuto industriale della Val di Sangro, uno dei più produttivi d'Abruzzo e che assicura gran parte dell’export regionale. Se da un lato le vie di accesso alle industrie sono state subito sgomberate con mezzi privati e con quelli del Consorzio industriale (oggi Arap, Azienda regionale attività produttive), dall'altro la viabilità interna provinciale, comunale e di competenza Anas è stata messa in ginocchio da neve e ghiaccio creando disagi per i pendolari. La Fondovalle Sangro e i relativi innesti dalle zone montane è stata per giorni un susseguirsi di lastre di ghiaccio. A subire i maggiori disagi sono stati i pendolari dal Medio e Alto Sangro. Anche la decisione di Sevel di non fermarsi al turno notturno, ha destato polemiche, sia per i dipendenti diretti che per quelli dell'indotto. «Dov'è la tutela della sicurezza del lavoratore in tutto questo?» critica un operaio «lo sa Sevel che c'è gente che arriva da Comuni montani dove ci sono due metri di neve?».

«Siamo al collassso» denuncia Vincenzo Traniello, segretario generale Cisl funzione pubblica «le strade provinciali sono la struttura portante del territorio eppure in questi giorni non c'è stato un piano neve integrato tra Provincia, Consorzi industriali e Regione. Già manca un collegamento portuale e nelle arterie viarie non si fa manutenzione ordinaria, se ci aggiungiamo anche eventi meteo eccezionali arrechiamo un grave danno alla produttività e disincentiviamo per sempre gli investimenti sul territori». «Avendo avuto la certezza delle previsioni» interviene Nicola Manzi, segretario Uilm-Uil Chieti-Pescara «bastava organizzarsi per tempo, un minuto prima dell'emergenza. Ogni tanto qualcuno viene a benedire la conclusione dei lavori sulla Fondovalle Sangro, ma la realtà è che da sempre il territorio pecca di pochissima lungimiranza. In Germania le fabbriche funzionano anche con un metro di neve».

«Condivido il disagio dei pendolari» prosegue Manzi «perché il problema è rappresentato anche dalle aziende che prendono le decisioni di fermare le attività solo all'ultimo secondo: oltre ai rischi del percorso, che produzione si può garantire in certe condizioni?». «So solo che da giorni noi sindaci siamo in mezzo alla neve» sbotta Nicola Cicchitti, primo cittadino di Atessa «siamo in ginocchio tra pochi mezzi, poco personale, pochi fondi. E anche quando abbiamo chiesto alle industrie di prestarci dei mezzi spazzaneve non abbiamo avuto alcuna solidarietà». Ma per l'Arap regionale tutto ha funzionato bene nell'immediato tessuto industriale. «Abbiamo anche ricevuto i complimenti di grosse aziende come Sevel» dichiara Antonio Sutti, direttore generale Arap « in questa fase delicata stiamo seguendo ininterrottamente tutte le imprese abruzzesi. Se prima i consorzi industriali venivano tacciati di immobilismo, oggi la musica è cambiata: siamo in grado di essere efficienti e tempestivi. Ovviamente va fatta la distinzione tra la viabilità interna industriale e quella del territorio».