Sevel, i sindacati sono pronti allo sciopero

29 Luglio 2021

Atessa. Nessuna risposta sulla stabilizzazione dei precari, Uliano (Fim): «No alle prese in giro»

ATESSA . Nessuna risposta sulle stabilizzazioni dei precari e i sindacati di Sevel sono pronti allo sciopero. Si è riunito ieri il consiglio dei rappresentanti sindacali di Fim, Uilm, Fismic e Ugl a seguito di risposte da parte dell’azienda giudicate insoddisfacenti sulla stabilizzazione dei dipendenti in staff-leasing (ovvero non assunti direttamente da Sevel, ma da agenzie di lavoro interinale), lavoratori somministrati e sulla possibilità di incentivo sui turni aggiuntivi. Il consiglio delle rsa ha quindi deciso di aprire la procedura di raffreddamento, l’anticamera allo sciopero secondo il contratto collettivo specifico siglato con le aziende facenti capo a Stellantis e prima a Fca.
La situazione in Sevel è esplosiva. Con l’aggiunta del turno di notte e il passaggio a 18 turni effettivi di lavoro, dopo che si era già saliti da 15 a 17 turni nel 2019 con grandi dissensi interni, lo stabilimento è in fibrillazione. A inasprire maggiormente le tensioni in una situazione produttiva senza precedenti con oltre 300mila furgoni programmati per quest’anno, è stata tuttavia la nuova politica di Stellantis di non ricorrere a nuove assunzioni, congelare i contratti precari e far lavorare i dipendenti del gruppo provenienti da altri stabilimenti in difficoltà. Uno scenario senza precedenti per uno stabilimento che storicamente aveva sempre contrattato l’ingresso dei trasfertisti con un congruo numero di nuove assunzioni a tempo determinato, che poi sono sempre passate a tempo indeterminato. Sul piede di guerra anche la Fim, per voce del segretario nazionale Ferdinando Uliano. «Siamo pronti allo sciopero e allo stop delle produzioni nell’unico stabilimento del gruppo Stellantis che sta lavorando a pieno regime», dice. «Il nostro non è un comportamento irresponsabile, è l’esatto opposto. Non vogliamo essere presi in giro da Stellantis. È una situazione che per la Fim-Cisl non è più accettabile. Due numeri per comprendere l’assurdità della situazione: nel 2016 si sono prodotti 290.000 furgoni e i lavoratori Sevel a tempo indeterminato erano 6.059, nel 2021 si andrà oltre i 300mila veicoli e i lavoratori Sevel sono 5.670 e i somministrati sono attualmente 705 (625 somministrati in staff leasing e 80 a tempo determinato)».
©RIPRODUZIONE RISERVATA