Sevel, in 5mila tornano al lavoro Ma restano i timori per il futuro

18 Agosto 2022

Sessanta dei 70 operai con il contratto in scadenza a luglio, come previsto, non hanno avuto il rinnovo C’è preoccupazione per i contraccolpi della crisi energetica dopo una stagione produttiva già difficile 

ATESSA. Sono rientrati ieri nello stabilimento, dopo due settimane di fermata collettiva per le ferie estive, i circa 5mila dipendenti di Sevel, la fabbrica dei furgoni commerciali leggeri della casa automobilistica Stellantis. Un rientro senza particolari scossoni, tranne quello, annunciato pochi giorni prima delle ferie, che 60 dei 70 dipendenti con contratto di somministrazione con scadenza al 30 luglio non hanno avuto il rinnovo sperato. I dieci dipendenti rimasti sono quelli che sono impegnati in altre mansioni e non fanno attività esclusiva sulle linee.
Ieri, nonostante le temperature bollenti, soprattutto in Val di Sangro, non si sono registrate lamentele all’interno dello stabilimento che è stato trovato regolarmente con la climatizzazione avviata già dal primo turno. In questi giorni di ripresa delle linee di montaggio si tornerà a fare i conti con le questioni lasciate in sospeso prima della chiusura estiva, una fra tutte quella che riguarda la componentistica. Il pensiero va ai contraccolpi internazionali di cambiamenti climatici, Covid, crisi energetica e, non ultima, la visita della presidente della Camera degli Stati Uniti, Nancy Pelosi, terza figura politica in Usa, a Taiwan, tra l’altro per incontrare uno dei più grandi produttori di microchip del mondo.
Una visita che ha scatenato una immediata reazione adirata da parte del Governo cinese che non ha escluso conseguenze proprio sul fronte dei microchip. E a preoccupare non sono soltanto le componenti elettroniche del Ducato, ma anche altri tipi di pezzi, dai motori alle scatole guida, centraline, fino alle parti che completano i tergicristalli. Sevel riparte dopo una stagione produttiva molto difficile a causa delle continue fermate per mancanza di materiale. Nel corso del primo semestre sono stati prodotti poco meno di 103mila veicoli commerciali, ovvero -37,2% rispetto al 2021, quando la produzione si era attestata sulle 163.780 unità. Nel 2021 si sono persi circa 40.000 furgoni, con un contraccolpo occupazionale di oltre mille lavoratori. Nei primi sei mesi del 2022 i semiconduttori hanno fermato inoltre complessivamente 116 turni lavorativi.
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