Sevel, in arrivo 120 trasfertisti

Atessa, lavoratori da Melfi per le ferie dei dipendenti da luglio a settembre
ATESSA. Potranno tirare il fiato e godere delle ferie nel periodo più caldo dell’anno i dipendenti Sevel che hanno fatto richiesta di riposo da luglio a settembre. Dal 1° luglio all’11 settembre sono in arrivo 120 lavoratori da Melfi, i cosiddetti trasfertisti che contribuiranno da un lato a far “rifiatare” lo stabilimento fiaccato da mesi di straordinari continuativi, e dall’altro a non interrompere la produzione che anche quest’anno viaggia a ritmi sostenuti. La decisione è stata comunicata nell’incontro con le rappresentanze sindacali di Fim-Cisl, Uilm-Uil, Fismic e Ugl. L’arrivo dei dipendenti lucani in cassa integrazione (a Melfi si produce la Jeep che tuttavia sul mercato ha subito una battuta d’arresto dopo il boom iniziale) comporterà un incremento dal 7-8% al 9-10% della fruizione delle ferie da parte dei dipendenti. Contestualmente è stato comunicato l’arrivo di 5 sorveglianti con contratto interinale che permetteranno al personale di sorveglianza un turn over nella fruizione delle ferie. «La Sevel», commenta Gianluca Gagliardi, segretario provinciale Fismic, «è uno dei pochi stabilimenti Fca che sta facendo crescere gli assunti in pianta stabile: 12 dipendenti con laurea in ingegneria entrati come operai sono già passati e inquadrati in mansioni da impiegati e altri 8 si avviano su quella strada». «Siamo soddisfatti che la nostra richiesta sia stata accolta», commenta Amedeo Nanni, rsa Fim-Cisl, «dato che da tempo abbiamo sottoposto la questione alla direzione aziendale. Abbiamo anche insistito sul fatto di assumere altri dipendenti sul territorio e su questo punto l’azienda ci ha promesso di tornare a discutere. L’atteggiamento di Sevel, ci è stato spiegato, è quello di assumere interinali possibilmente con prospettive di contratti a tempo indeterminato». Ma se Sevel riesce a far riposare un po’ di più i suoi dipendenti, nell’indotto si arranca. Le aziende della sub fornitura fanno i salti mortali per stare al passo con i ritmi della fabbrica del Ducato. «È necessario creare nuova occupazione», commenta Nicola Manzi, segretario Uilm-Uil, «e adattare gli stabilimenti per rispondere in maniera efficiente e immediata al cliente Sevel. Bisogna poter stare al passo della più grande fabbrica Fiat in Italia, considerando che un occupato Sevel ne vale uno e mezzo dell’indotto».
Daria De Laurentiis

