Sevel in difficoltà: un altro stop Lunedì la produzione rallenta

8 Luglio 2022

La carenza di materiali costringe l’azienda a sospendere le attività per tutta la mattina dell’11 luglio I lavori ripartiranno dal secondo turno ma le proiezioni per i prossimi mesi non sono incoraggianti 

ATESSA. Ancora uno stop per Sevel in un'annata produttiva da dimenticare per la fabbrica dei furgoni commerciali leggeri. Lo stabilimento sospende le attività lavorative dalle 5.45 alle 13.45 di lunedì 11 luglio. Le linee riprenderanno sul secondo turno di lunedì alle 14.15. Lo ha comunicato ieri la direzione aziendale a seguito di una convocazione urgente del comitato esecutivo. Ormai non si contano più gli stop a causa della carenza di materiale di sub fornitura con difficoltà serie che si abbattono anche sull'indotto, costretto a viaggiare con gli stessi ritmi di Sevel. La mancanza di materiale sta colpendo duro il settore automotive. Microchip, centraline, ma anche scatole guida, motori e piccole componenti senza le quali è impossibile assemblare un furgone mancano all'appello da mesi. E le proiezioni dicono che sarà così anche per buona parte del prossimo anno. Solo nelle ultime settimane Sevel ha dovuto arrestare la sua corsa produttiva diverse volte: dal 27 giugno al 1° luglio compreso, con ritorno sulle catene di montaggio il 4 luglio e, prima ancora, dal 30 maggio al 4 giugno e dal 13 al 21 giugno. Una voragine di furgoni persi che ha decretato il crollo verticale dei numeri di Sevel. Come ha riportato la Fim nel recente resoconto sulla produzione del primo semestre, lo stabilimento ha perso il 37,2% dei veicoli rispetto al 2021, riuscendo a realizzare soltanto 102.900 veicoli rispetto ai 163.780 dell'anno precedente. Nei primi sei mesi del 2022 i semiconduttori hanno fermato complessivamente 116 turni lavorativi. Sevel ha dovuto rinunciare ai 18 turni (tornando a 15) perdendo contestualmente oltre 1.000 posti di lavoro. Nei mesi scorsi l’azienda in un primo momento aveva valutato la possibilità di partire con un incremento di turni, ma per la carenza dei componenti ha rinviato la decisione. Come analizzato dalla Fim ad oggi il problema dei semiconduttori rimane quello più grave in particolare per lo stabilimento di Sevel, sia per l'alto numero di ordinativi inevasi che per il costo sociale della perdita di posti di lavoro.
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