Sevel, nuovi turni di lavoro Meno ore nel sabato extra
Atessa. Passa a maggioranza la proposta Fim Cisl dopo la richiesta dell’ad Manley Straordinari al mattino e al pomeriggio, riposo compensativo nella settimana
ATESSA. Passa a maggioranza la proposta della Fim-Cisl sulla gestione dei nuovi turni di lavoro in Sevel richiesti dall’amministratore delegato Fca, Michael Manley già nei mesi scorsi a fronte di una salita produttiva importante e il lancio di due nuovi modelli di Ducato, il My2020 che sarà prodotto dal prossimo anno, e il nuovo Ducato elettrico, entrambi realizzati nello stabilimento della Val di Sangro. Il sindacato ha convocato il consiglio delle rsa e dopo un animato dibattito ieri pomeriggio è passata la proposta a firma della stessa Fim-Cisl e dei sindacati Fismic e Ugl. Voto contrario da parte della Uilm. La proposta è vincolante. Se l’azienda dovesse rifiutarla si dovrà applicare il contratto collettivo specifico e programmare i 17 turni (due in più rispetto agli attuali) su tutti e tre le turnazioni di lavoro (mattina, pomeriggio e notte), contravvenendo alla storica consuetudine di lasciare il turno notturno ai soli volontari.
La Fim ha quindi scelto i 17 turni (lavoro anche il sabato mattina e il sabato pomeriggio), ma con alcune puntualizzazioni: il sabato andrà pagato ai lavoratori come straordinario sia per il turno di mattina che per il pomeriggio; la giornata lavorativa del sabato dovrà prevedere una riduzione oraria e i lavoratori dovranno avere una giornata di riposo compensativo nel corso della settimana. Tra le altre proposte accettate dalla maggioranza del consiglio delle rsa Sevel c'è quella di modificare i contratti in staff-leasing (ossia in carico alle agenzie di somministrazione e non alle dipendenze dirette all’azienda del gruppo Fca) e quelli dei weekendisti in contratti full-time e alle dirette dipendenze di Sevel.
L'aumento dei turni di lavoro in Sevel ha tenuto per mesi in sospeso gli animi nel più grande stabilimento d'Europa per la costruzione di veicoli commerciali leggeri. La nuova turnazione doveva essere applicata già da maggio, ma l’azienda, anche a causa di problemi con la fornitura, l’ha fatta slittare ad ottobre. Critico il sindacato Usb: «La questione a è preoccupante», si legge in una nota a commento della convocazione del consiglio delle rsa di Fim-Cisl, «perché si stanno concretizzando le voci di corridoio di un imminente cambio turni imposto dall’alto senza il confronto con i lavoratori. Come Usb abbiamo messo sul tavolo la nostra proposta, concreta, che va incontro alle esigenze di produzione, ma soprattutto alle esigenze dei lavoratori: oltre a chiedere un incentivo economico affrontiamo la questione non più rinviabile della riduzione dell’orario di lavoro. La proposta aziendale è oscena: vuole affrontare l’aumento dei turni e di produttività a costo zero».
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