Sevel, oggi il vertice al ministero I lavoratori: chiarezza sul futuro

I responsabili del gruppo Stellantis, da cui dipende l’azienda di Atessa, incontrano a Roma i sindacati L’apertura di uno stabilimento in Polonia preoccupa gli operai: «Ora chiediamo prospettive solide»
ATESSA. Arriva oggi sul tavolo del Governo, nella sede del ministero dello Sviluppo economico, la vertenza Stellantis. L’esecutivo del quarto gruppo dell’automotive mondiale incontrerà le parti sociali a seguito di numerosi e reiterati appelli per affrontare una pesante situazione di crisi che sta investendo tutti gli stabilimenti italiani del marchio, tra cui anche la perla del gruppo, lo stabilimento Sevel in Val di Sangro. Il problema della fornitura dei seminconduttori, in una situazione generale di flessione del mercato automotive e di crisi economica post Covid, sta creando pesanti contraccolpi anche nella fabbrica dei record e unico stabilimento che sta lavorando nella galassia Stellantis. Dallo scorso 27 settembre la fabbrica del Ducato, nonostante le migliaia di ordinativi, ha dovuto rallentare la produzione per mancanza di microchip per le componenti elettriche del furgone commerciale. Si è quindi passati dai 18 ai 15 turni e lasciare a casa 900 lavoratori: 650 trasfertisti che sono dovuti tornare nei loro plant di provenienza (in maggioranza Melfi e Pomigliano, ma anche Cassino e Termoli) e 270 precari di cui 77 con contratto a tempo determinato.
La restante parte del gruppo di lavoratori precari che non sono rientrati sulle catene di montaggio di Sevel ha un contratto a tempo indeterminato con le agenzie di lavoro interinali. Sono i cosiddetti contratti staff-leasing, ovvero lavoratori che non hanno un contratto diretto con Sevel e per i quali si sono battuti i sindacati con l'azienda per la loro stabilizzazione, finora senza risultati. La situazione che si prospetta per gli effetti sul territorio e sulle migliaia di lavoratori dell’indotto si presenta drammatica. Il rapporto tra lavoratori Sevel e indotto è di uno a due, che significa che per ogni dipendente della fabbrica dei furgoni, ce ne sono due che lavorano nella sub-fornitura. Anche i sindaci temono un grave effetto domino, sia economico che sociale.
Nei giorni scorsi 52 sindaci del Sangro, dell’Aventino, della zona frentana e dell’ortonese si sono mobilitati per un’azione sul Governo e hanno richiesto un incontro urgente a Giancarlo Giorgetti, ministro dello Sviluppo economico. Ad aggravare la situazione di Sevel c'è anche il fatto che dal prossimo anno uno stabilimento a Gliwice, in Polonia, inizierà a produrre Ducato. Si perderà quindi per sempre il monopolio in Europa per la realizzazione di veicoli commerciali a marchio Stellantis, con l’angoscia ulteriore di dover fare i conti con un concorrente in casa sul piano dei costi del lavoro e della diversa e più bassa tassazione. L’incontro di oggi mira quindi a ricevere da Stellantis le garanzie per assicurare una prospettiva industriale e occupazionale per gli stabilimenti italiani. Oggi, dalle 10,30, la Felsa Cisl, nella sede Fim della Val di Sangro, incontra i dipendenti precari per fornire loro assistenza nel percorso post licenziamento.

