Sevel, ponte lungo per le poche forniture

Atessa. Mancano le scatole-guida elettriche: la produzione si ferma anche il 2 e 3 novembre
ATESSA. Non c'è pace per Sevel. Dopo le fermate dal 21 al 24 ottobre per mancanza di componenti, lo stabilimento dei furgoni commerciali leggeri torna a sospendere le attività lavorative anche nelle giornate del 2 e 3 novembre per mancanza di scatole guida elettriche. Un problema questo, sempre legato alla crisi nella produzione di semiconduttori che gli anglosassoni hanno chiamato chip crunch provenienti dal mercato asiatico e in particolare Taiwan, Malesia, Cina e Corea.
L'intero mercato automobilistico da mesi è in ginocchio a seguito dell'impossibilità di stare al passo con la domanda esponenziale di componenti base per ogni dispositivo che ha bisogno di chip elettrici, dai cellulari ai tablet, pc, smart tivù. Il settore automotive ha bisogno dei cervelli elettronici per una serie di caratteristiche che presenta oggi ogni veicolo, dai sistemi di assistenza alla guida elettronici, fino a sensori, telecamere, centraline per i climatizzatori, gps, connessione wireless con gli smartphone, sedili elettrici, regolazioni elettroniche per sospensioni, sterzo e cambio.
Sevel, nella galassia Stellantis, è uno dei pochi stabilimenti produttivi. Grazie alla forte richiesta di furgoni la fabbrica di Atessa è una delle poche che sta lavorando in Italia. Ma i contraccolpi del chip crunch si sono sentiti molto forti anche in Val di Sangro con il passaggio da 18 a 15 turni e la mancata stabilizzazione di circa 300 precari. A casa anche 650 trasfertisti arrivati in soccorso da altri stabilimenti per assicurare la produzione in Sevel. E lo scenario del mercato dei microchip potrebbe restare immutato per tutto il 2023. (d.d.l.)
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