Sevel, preoccupa lo stop per ferie I sindacati: sparite le istituzioni

30 Novembre 2021

Il fermo di 18 giorni previsto nel periodo natalizio porta anche all’uscita di 190 dipendenti “esterni” Fim, Uil e Fismic: «Bisogna coinvolgere il governo». Cocco (Usb): «Finora soltanto fiumi di parole» 

ATESSA. C'è preoccupazione anche tra i sindacati per la chiusura prolungata dello stabilimento Sevel durante le festività natalizie. La fabbrica dei furgoni commerciali, a causa della crisi delle forniture (semiconduttori e microchip) sospenderà la produzione dalle 22.15 del 23 dicembre fino al 9 gennaio compreso. Il grave disagio nei rifornimenti ha comportato anche il mancato rinnovo del contratto per 190 dipendenti in staff-leasing, alle dipendenze cioè delle agenzie di lavoro interinale e non direttamente sotto contratto con Sevel.
La produzione programmata dello stabilimento, a causa delle numerose fermate delle ultime settimane, scenderà inoltre da 310.000 furgoni a circa 250.000. Anche la turnazione è stata riprogrammata da 18 a 15 turni e la produzione si abbasserà dai 1.200 veicoli al giorno ai 1.000/1.100 al giorno.
«Persiste l’assenza delle istituzioni regionali sui problemi che affliggono l’area industriale della Val di Sangro», si legge in una nota delle rsa Fim, Uilm e Fismic di Sevel, «la Regione Abruzzo faccia sentire la sua voce sul governo e investa subito tutte le risorse disponibili per attrarre nuovi insediamenti industriali ed evitare altre delocalizzazioni, per migliorare i porti, sulla banda larga, sulla dorsale stradale tirreno-adriatica, sui collegamenti autostradali e sul trasporto ferroviario. Come sindacato siamo vigili e attenti a questo processo che sta investendo la Sevel e tutto l’indotto. Siamo pronti a condividere con le altre sigle un percorso serio, non di facciata, a tutela dei lavoratori, delle loro famiglie e di tutto il territorio».
E sulla questione Sevel interviene anche Fabio Cocco, coordinatore lavoro Usb Abruzzo: «I sindaci del territorio avevano promesso collaborazione per dare un futuro alla Val di Sangro, ma dopo qualche passerella tutto è tornato nel torpore. Usb come al solito farà la sua parte e non rimarrà ferma ad assistere a questo scempio. La settimana prossima ci sarà un’assemblea dei lavoratori convocata dalla Fiom (il segretario Alfredo Fegatelli aveva annunciato l'apertura di una vertenza provinciale, ndc) ai cui rappresentanti chiederemo se vogliono stare con i lavoratori e produrre un’azione di protesta, con chi ha da sempre scelto di stare dalla parte dei lavoratori, o vogliono continuare a far scorrere fiumi di parole inseguendo l’immobilismo di Fim, Fismic e Ugl che hanno regalato solo sciagure ai lavoratori del gruppo Stellantis. Rinnoviamo», conclude Cocco, «la richiesta a Regione e governo di istituire un tavolo permanente».
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