Sevel, pronta una vertenza provinciale

Atessa. La Fiom chiede un’assemblea dei lavoratori: «Sul tavolo il futuro dell’azienda, partecipino anche gli altri sindacati»
ATESSA. Sul caso Sevel la Fiom è intenzionata ad aprire una vertenza provinciale e a convocare, da sola e in mancanza di una posizione unitaria delle altre sigle sindacali, un’assemblea dei lavoratori per decidere il percorso da affrontare in questa difficile fase che si trova a vivere lo stabilimento. I diciotto giorni di ferie natalizie, i continui turni saltati, i fermi produttivi comunicati all’ultimo momento per mancanza di fornitura, la notizia, di ieri, del mancato rinnovo del contratto a circa 200 lavoratori in staff leasing (ovvero non alle dirette dipendenze di Sevel) e l’imminente avvio della produzione di furgoni Stellantis in Polonia, sono per Fiom questioni gravi che «non coinvolgono solo lo stabilimento di Atessa», ma che «riguarderanno pesantemente anche l’indotto».
«Quando la Sevel, per far fronte a questa crisi, deciderà di internalizzare alcune produzioni le prime conseguenze le subiranno i lavoratori dell’indotto», si legge in una nota della Fiom provinciale. «È ora di decidere se devono prevalere gli interessi dei lavoratori e dell’intero territorio o gli interessi delle organizzazioni sindacali. Come Fiom ci auspichiamo che le altre sigle decidano seriamente e concretamente di costruire insieme un percorso unitario. Basta con le comunicazioni laconiche o con i messaggini a senso unico che giornalmente danno informazioni sulla situazione produttiva della Sevel. Ora più che mai c’è bisogno di un confronto unitario con l’azienda per capire come si deve gestire questa situazione e soprattutto iniziare ad affrontare il problema del futuro dello stabilimento a partire dall’intenzione di Stellantis di investire sul nostro territorio».
La Fiom fa un appello diretto all’Emiciclo. «In questo contesto non è tollerabile l’ignavia della Regione, che sta sottovalutando il problema», prosegue il sindacato. «Deve smettere di subire il fascino degli imprenditori ed iniziare ad ascoltare i lavoratori che hanno garantito per anni un contributo fondamentale al Pil e all’export di questa regione. In attesa che questo accada come Fiom non possiamo, non vogliamo e non dobbiamo rimanere fermi». (d.d.l.)
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