Sevel riaperta dopo le ferie Pronte tre giornate extra

8 Gennaio 2015

Atessa, rientrati i 6.200 lavoratori: straordinari nei sabato 10 e 17 e domenica 25 Ma Slai Cobas e Usb rispondono con gli scioperi: «Linee aumentate di velocità»

ATESSA. Sono tornati ieri sulle catene di montaggio i 6.200 lavoratori della Sevel, la fabbrica del Ducato Fiat in joint-venture con Peugeot-Citroen che ha chiuso l’anno con il terzo miglior risultato produttivo di sempre. Assieme ai dipendenti diretti dello stabilimento di contrada Saletti, sono tornate al lavoro anche le maestranze delle varie aziende di fornitura, che in Abruzzo rappresentano circa il 15% dell’indotto Sevel. Sono stati circa 230mila veicoli realizzati nel 2014, contro i 204mila dell’anno precedente e un incremento produttivo pari al 12,7%.

E si parte subito in accelerata con tre giornate di straordinario previste per gennaio sabato 10 (1° turno lavorativo), sabato 17 (1° turno) e domenica 25 (3° turno). Ma tra i lavoratori non tutti sono d’accordo sugli sforzi che richiede lo stabilimento. Sul piede di guerra sono le organizzazioni sindacali Slai Cobas e Usb (Unione sindacale di base) che hanno annunciato uno sciopero per tutte e tre le giornate di straordinario. «La fabbrica degli assenteisti», si legge in un volantino che verrà affisso sulle bacheche della Sevel, «sforna anno dopo anno record produttivi, nel 2014 ben 8mila veicoli più del previsto, nonostante la direzione aziendale abbia fatto ricorso a 2 par (permessi retribuiti, ndc) a settembre e 3 giorni di cigo (cassa integrazione, ndc) a ottobre per stabilizzare la produzione in eccesso. Tale prestigioso risultato è stato conseguito, a differenza dei precedenti, con l’utilizzo di strumenti illeciti, come l’aumento indiscriminato della velocità delle linee, l’applicazione del sistema ergo-uas con relativo aumento dei carichi di lavoro, nonché la mancata concessione dei par individuali, utilizzati in maniera strumentale per fermate collettive in concomitanza di elezioni e festività patronali. Non solo: con il contratto Fiat», proseguono Slai Cobas e Usb, «non abbiamo avuto nessun aumento salariale, ma solo un contentino una-tantum, ma a fronte dei vari record produttivi non è previsto nessun premio di risultato, complice la mancanza di potere contrattuale dei confaziendali ancora folgorati dalle promesse del metalmeccanico milionario. L’attaccamento alla maglia e la presunta fedeltà sono parole vuote che tentano di confondere e dividere i lavoratori per raggiungere gli obiettivi aziendali, senza nessuna considerazione della nostra dignità, condizione di salute e vita familiare».

Intanto nei prossimi giorni dovrebbero essere aperte in Sevel le procedure per l'elezione delle nuove rsa (rappresentanti sindacale aziendale).

Daria De Laurentiis

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