Sevel riassume 150 lavoratori per un mese

19 Gennaio 2022

Honda, tira il nuovo scooter ma le poche forniture tengono in fabbrica solo 200 operai fino al 24 gennaio

ATESSA. Sale la produzione in Sevel e Honda, ma i trasporti e i problemi di fornitura mettono in difficoltà lo stabilimento del marchio giapponese delle due ruote che, fino al 24 gennaio, è costretto a lavorare con soli 200 dipendenti sugli 800 effettivi in periodo di pieno regime.
Si viaggia invece spediti, per lo meno nelle prossime settimane, in Sevel, dove a fronte di una salita produttiva e grazie al fatto che l'azienda è riuscita ad accaparrarsi il materiale necessario alla costruzione dei furgoni commerciali leggeri, saranno richiamati e reinseriti in Sevel per un impiego di circa un mese 150 lavoratori in staff-leasing usciti nei mesi scorsi. Un bel segnale per i sindacati che avevano chiesto all'azienda di attingere ai precari non confermati per le giornate di risalita produttiva, che si aggiunge anche al fatto che sono rimasti in azienda 247 dipendenti in staff leasing che si temeva potessero essere non confermati, come accaduto nei mesi scorsi a circa 500 loro colleghi a causa dei problemi con la fornitura di microchip e semiconduttori. Altra scintilla di ripresa in Sevel è la programmazione di un turno di straordinario (sabato 29 gennaio turno B), il primo dopo due anni, visto che lo stabilimento aveva innalzato la produzione a 18 turni, per poi abbassarla a 15 a fine novembre. E un segno che si può ricominciare a recuperare la produzione, con tutte le cautele del caso, vista la crisi mondiale che sta investendo il settore dei microchip e nonostante l'incertezza del momento. Sevel però, resta una garanzia: se il mercato tira, lo stabilimento risponde.
Buone notizie anche per Honda visto che il nuovo modello di scooter, l'Adv 350, sta facendo già impennare le richieste. Alla fine di dicembre la produzione è andata molto bene, tanto da far ipotizzare che si supererà di qualche migliaio di pezzi, la previsione aziendale di circa 78mila veicoli. Già a dicembre, quindi molto prima della chiusura dell'anno fiscale giapponese a marzo, in Honda si sono contate 80mila moto prodotte. Anche in questo caso lo stabilimento abruzzese, come Sevel, dimostra di sapersi programmare a seconda delle richieste del mercato e di chiudere e riaprire nel giro di pochi giorni. Già nei mesi scorsi sono state effettuate 40 assunzioni (si tratta di stabilizzazioni di contratti a termine) ed è in programma di aumentare ancora il parco dipendenti. Unico ostacolo a fermare la corsa produttiva di Honda in un periodo di alta stagione (si producono due ruote che saranno acquistate in primavera ed estate) è la difficoltà nell'approvvigionamento dei materiali di fornitura, provenienti in modo massiccio dall'Asia. I disagi nei trasporti hanno comportato lo stop di circa 600 dipendenti su 800 che saranno coperti fino a lunedì da cassa integrazione.
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