Sevel, sciopero Fiom e Usb per i tagli a operai e pulizie

3 Marzo 2021

A casa 47 interinali locali e cassa integrazione per 30 dipendenti di Atlas e Iscot Proclamate oggi due ore di stop alla fine di ogni turno: «Decisioni inaccettabili»

ATESSA. È sciopero oggi in Sevel a seguito della decisione del gruppo Stellantis di ridurre i costi per le pulizie, con 30 dipendenti delle aziende Atlas e Iscot che andranno in cassa integrazione con la drastica riduzione delle ore di servizio, e per non aver prorogato il contratto in scadenza a 47 dipendenti precari che saranno invece sostituiti da trasfertisti in arrivo da altri stabilimenti del gruppo. A proclamare lo sciopero di due ore alla fine di ogni turno sono le segreterie di Fiom e Usb.
«Come Fiom riteniamo inaccettabile la decisione aziendale di rimandare a casa gli interinali per sostituirli con dei trasfertist», si legge in una nota di Fiom Chieti. «Capiamo che in altri stabilimenti la situazione non è positiva e non è nostra intenzione fare una guerra tra poveri, ma non è possibile pensare di penalizzare dei bravi ragazzi che si sono impegnati oltre ogni immaginazione e che sono stati “sfruttati” 6 giorni su 7 per mesi e mesi, ed ora vengono rimandati a casa. Da una parte la Sevel riduce i costi delle pulizie con la conseguenza che degli interinali verranno rimandati a casa e poi si fanno venire dei trasfertisti che aumenteranno i costi sempre a discapito di lavoratori interinali. Queste scelte stanno penalizzando questi ragazzi che hanno come colpa quello di lavorare oltre l’immaginabile perché hanno la speranza di essere riconfermati».
«L'era Marchionne si era chiusa malissimo», interviene Usb, «piena occupazione che è rimasta un miraggio, stipendi rimasti al palo, aumento dei carichi di lavoro. Ma l'era Stellantis si apre nel modo peggiore, con l'annuncio del Ceo Tavares che sminuisce il lavoro degli stabilimenti italiani. L'obiettivo è chiaro: sfruttare sempre più i lavoratori e avanzare pretesti per futuri spostamenti di produzione dall’Italia. In Sevel, che pure ha garantito per 40 anni palate di dividendi ai padroni, i primi effetti sono i tagli alle ditte esterne che si occupano di pulizie e 47 giovani lavoratori somministrati in Sevel non confermati per portare nello stabilimento pochi “fortunati selezionati” da altri siti produttivi di Fca. Tale arroganza va rispedita al mittente».
Sulle decisioni del gruppo Stellantis erano intervenuti i sindacati firmatari di contratto, Uilm e Fim, lamentando che «in 40 anni non era mai avvenuto che in Sevel si dovesse far posto a lavoratori trasfertisti a scapito di forza lavoro locale». Anche Ugl Chieti esprime disappunto e invoca la «convocazione di parti sindacali e aziendali con partecipazione dei segretari nazionali e dell'assessore del lavoro della Regione per chiarire».
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