Sevel, si lavora tutta la settimana Ma restano i timori tra gli operai

21 Novembre 2021

Dopo i problemi per le forniture, l’azienda ha comunicato il ritorno alla piena attività da domani I sindacati rimangono in allerta: «I cali produttivi danneggiano le maestranze, la Regione si attivi» 

ATESSA . Si prospetta una settimana lavorativa piena in Sevel, a partire da domani. Lo ha comunicato la direzione aziendale della fabbrica dei furgoni commerciali leggeri al comitato esecutivo delle rsa di Fim, Uilm e Fismic a seguito dell’esame congiunto per discutere della copertura delle giornate di cassa integrazione fatte finora, dopo i gravi problemi riscontrati per la fornitura di semiconduttori e microchip elettronici. La buona notizia, tuttavia, non mette al riparo da emergenze dell’ultima ora che potrebbero decretare nuovamente la sospensione delle attività lavorative o il ricorso alla cassa integrazione per una parte dei lavoratori come avvenuto fino a venerdì scorso. E la preoccupazione per la cosiddetta crisi dei microchip sale. «La Regione Abruzzo si attivi per trovare soluzioni alla grave crisi che incombe sulle aziende metalmeccaniche legate all’automotive, in particolare Sevel e indotto», dichiara in una nota il segretario Ugl Abruzzo metalmeccanici, Domenico Amiconi. «Non possiamo restare a guardare ed aspettare la disfatta: di ciò ne è a conoscenza ufficialmente la Regione Abruzzo dove l’Ugl ha già inoltrato una richiesta di incontro all’assessore al lavoro, Pietro Quaresimale e all’assessore alle attività industriali, Daniele D’Amario».
«I continui ricorsi agli ammortizzatori sociali dovuti ai cali produttivi», prosegue Amiconi, «stanno generando già da tempo condizioni economiche svantaggiate per i lavoratori e perdita occupazionale che potranno incidere negativamente sul prodotto interno lordo sia regionale che nazionale». «Siamo preoccupati per quanto sta avvenendo a livello nazionale e soprattutto sullo stabilimento di Atessa», è intervenuto il segretario nazionale Ugl, Antonio Spera. «Il nostro timore nasce dall’incertezza produttiva e occupazionale di tutta la filiera industriale dell’automotive abruzzese che sta risentendo negativamente della situazione dei microchip e delle conseguenze che sta ancora generando il Covid. Atessa è un polo di rilevanza strategica per l’indotto e di tutto il territorio: la Regione Abruzzo deve necessariamente far sentire la propria voce. L’Ugl metalmeccanici», conclude Spera, «intende proseguire il dialogo con la Regione e auspica confronti mirati per Sevel e per ogni altro sito dell’indotto automotive ad essa collegato, con l’obiettivo di costruire, insieme alle altre parti sociali, le condizioni per garantire la ripresa del tessuto automotive».
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