Sevel torna a produrre Fiom preoccupata «Manutenzione zero»

27 Luglio 2017

Atessa. Riprese le attività nei reparti montaggio e lastratura Labbrozzi: lo stabilimento va ristrutturato per la sicurezza

ATESSA. Sono riprese alle 20 di martedì le attività nel reparto montaggio della Sevel dopo quattro ore di fermo causato da allagamenti in tutto il reparto officina. La pioggia battente e l’intensità del forte acquazzone che si è abbattuto in Val di Sangro hanno comportato non pochi disagi nello stabilimento del Ducato Fiat. Grosse difficoltà anche nel reparto lastratura, anch’esso fermo per quattro ore per circa una metà dei dipendenti che per ragioni di sicurezza e di difficoltà nel proseguire il lavoro sulle linee hanno dovuto attendere che il temporale cessasse.
Il maltempo non ha quindi risparmiato uno degli stabilimenti-modello dell’universo automotive, che da solo produce 1/3 del Pil abruzzese, ma che è costretto, sempre più spesso, a fermate improvvise e non preventivate per cause di forza maggiore. Ciò che si è più temuto nel corso del violento temporale di martedì è stato il cortocircuito elettrico, circostanza che avrebbe causato danni molto gravi in una fabbrica dove le produzioni viaggiano a ritmi sostenuti da anni. Intere linee sono state costrette a bloccare le lavorazioni proprio per la pioggia entrata dai soffitti e che ha formato vistose pozzanghere in due dei reparti più delicati dello stabilimento. Anche i carrellisti sono stati costretti a fermarsi dal momento che lo speciale pavimento industriale diventa scivolosissimo con la presenza di grosse infiltrazioni d’acqua. Diversi anche i tombini interni scoppiati.
E preoccupa la “tenuta” dello stabilimento dai numeri record in circostanze come neve, gelo e temporali. La fabbrica, alle prese con impennate produttive da anni, sembra “scricchiolare” sotto il peso dei veicoli sfornati a ritmi di 1.250 al giorno a regime con straordinari richiesti tutti i sabato e le domeniche di ogni mese, perfino a luglio. La Sevel ha una capacità produttiva di 300mila veicoli l’anno e nel 2016 è arrivata al record di 290.009 che potrebbe essere superato quest’anno. Il rischio però è che ciò che si produce in più nei giorni extra si perda per fermate impreviste. «Siamo al limite della capacità produttiva», nota Davide Labbrozzi, segretario Fiom-Cgil, «la Fiom discuterà per capire come è possibile intervenire sulla manutenzione straordinaria dello stabilimento con interventi urgenti visto che non regge più i ritmi finora sostenuti. La manutenzione ordinaria, nel poco spazio a disposizione, non basta più. Per lavorare in sicurezza ci vuole una ristrutturazione importante».
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