Sevel, tornano gli stop lavorativi: mancano le forniture elettroniche

26 Agosto 2022

Ieri l’azienda ha informato con urgenza i sindacati della sospensione del solo turno notturno (C) di oggi Il fatto a nemmeno 10 giorni dalla ripresa dell’attività dopo la fermata collettiva per ferie di due settimane

ATESSA. A nemmeno 10 giorni dalla ripresa delle linee produttive dopo la fermata collettiva di due settimane per le ferie estive, Sevel si ferma di nuovo. Ieri la comunicazione urgente da parte dell'azienda al comitato esecutivo delle rsa della sospensione lavorativa per il solo turno C (notturno) di oggi Le motivazioni dello stop sono sempre le stesse: la mancanza di componenti elettroniche.
La settimana produttiva si ferma quindi un po' prima per lo stabilimento dei furgoni commerciali leggeri, dal momento che, proprio a causa della difficoltà di reperire la sub fornitura, la fabbrica è passata da 18 a 15 turni, non lavorando più di sabato e di domenica eccetto per qualche giornata di straordinario. La direzione aziendale aveva informato i lavoratori del fatto che non si hanno garanzie sul fronte della componentistica e che la situazione di difficoltà patita durante tutto l'inverno e l'autunno potrebbe verificarsi ancora per gran parte dell'anno. Ma allo stesso tempo la dirigenza ha anche confermato la forte presenza di ordinativi: se non ci fossero i problemi legati al reperimento di materiale Sevel sarebbe in grado di produrre a pieno regime. Una mera consolazione che se da un lato rincuora sul gradimento dei furgoni sul mercato europeo, dall'altro non mette al riparo dai timori sul fronte dell'occupazione.
Dalle ferie estive non sono rientrati infatti 60 dei 70 dipendenti con contratto di somministrazione con scadenza al 30 luglio che non hanno avuto il rinnovo sperato. I dieci rimasti sono lavoratori impegnati in altre mansioni che non fanno attività esclusiva sulle linee. Intanto nei giorni scorsi (venerdì) la Fiom ha indetto due ore di sciopero per protestare per le alte temperature nelle officine. Proprio in quella giornata si sono registrate infatti temperature esterne molto alte, sui 40 gradi, che hanno reso invivibili gli spazi interni, soprattutto, come ha specificato la Fiom in una nota «quando i carichi di lavoro sono insopportabili, mal distribuiti e con mix che non consentono lo svolgimento regolare delle attività». (d.d.l.)
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