Sevel, è caos viabilità al cambio del turno

Atessa, appello degli operai pendolari: «La Regione ripristini le fermate degli autobus ai reparti»
ATESSA. Ripristinare le tre fermate degli autobus ai reparti di lastratura, montaggio e finizione, così come si faceva fino ad un annetto fa. È la richiesta di centinaia di dipendenti Sevel che utilizzano i bus per recarsi al lavoro nella più grande fabbrica europea per veicoli commerciali leggeri. E non si tratta di un numero esiguo di persone, dal momento che il pendolarismo nella fabbrica del Ducato made in Atessa interessa il 50% dei dipendenti che devono viaggiare per meno di 30 minuti e il 44% per chi di loro, invece, si sposta con un tempo di percorrenza dai 30 ai 60 minuti.
Il via vai dei mezzi, sia bus che auto, ad ogni cambio turno è impressionante. Una colonna di pullman si immette sulla strada che fiancheggia lo stabilimento largo 1.211.340 metri quadrati e ognuno delle decine di bus in fila si ferma soltanto una volta raggiunto il terminal centrale, situato tra i reparti di lastratura e montaggio. Tutto intorno è un pullulare di divise bianche che salgono, scendono e si affrettano a raggiungere o lasciare il posto di lavoro, assieme alle macchine che sfrecciano veloci. Il problema per i dipendenti pendolari, ma anche per chi lascia l’auto fuori dai cancelli (la direzione Sevel nel 2014, in linea con tutte le fabbriche Fiat d’Italia, ha vietato il posteggio entro i cancelli dello stabilimento di auto non a marchio Fiat e Crhrysler e di quelle Peugeot e Citroen per quanto riguarda la joint venture con Psa), è che c’è il costante rischio di incidenti. Percorrere diverse centinaia di metri a piedi per raggiungere il proprio reparto non solo è stancante e disagevole per chiunque, e in particolar modo per chi soffre di problemi di deambulazione, ma risulta anche pericoloso per via del fatto che le auto sfrecciano in zone riservate agli autobus e ai pedoni senza il minino controllo. Al cambio turno notturno la situazione è ancora più a rischio per via della scarsissima visibilità della zona. Il tutto si acuisce nei mesi invernali con pioggia, neve e vento.
Il disagio è comune non solo ai dipendenti, ma anche agli autisti di autobus che rischiano ogni giorno qualche incidente. «Chiediamo che la Regione ripristini le tre fermate», lancia l’appello Vicenzo Bologna, rsa Sevel e componente della commissione servizi, «prima c’era una navetta a trasportare i dipendenti, ora neanche più quella. Uno di questi giorni ci scappa il morto». L’intera viabilità andrebbe rivista e riorganizzata, tanto più che in questi giorni fioccano le multe a chi posteggia in divieto. Un’altra richiesta alla Regione Abruzzo riguarda i carnet dei biglietti di viaggio. «I ticket dovrebbero essere giornalieri e non settimanali», aggiunge Bologna, «dal momento che se, per malattia o qualsiasi altra ragione, non si usano i biglietti in determinati giorni, quelli andranno persi». (d.d.l.)
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