Sevel, è stato l’anno dei record

31 Dicembre 2016

Atessa. Prodotti 290.009 furgoni: il massimo storico. Ma i sindacati chiedono assunzioni e nuovi turni

ATESSA. Si conclude un anno d’oro per la Sevel, una delle più prolifiche fabbriche d’Abruzzo e il più grande stabilimento d’Europa per la costruzione di veicoli commerciali leggeri. Il 2016 si chiude con un altro risultato record dal punto di vista della produzione: 290.009 furgoni che segnano il più alto numero di veicoli prodotti storicamente nello stabilimento della Val di Sangro. Lo scorso anno si erano salutati i 260.800 furgoni come miglior record di sempre, ma già dai primi giorni di gennaio si era capito che il 2016 sarebbe stato l’anno della svolta definitiva per la Sevel. Lo stabilimento è nel pieno della sua carica produttiva, con alcuni segnali che fanno già prospettare una salita per il 2017.

Il Premio Silver. Quest’anno a novembre le cose si sono messe di bene in meglio. In Sevel è arrivata l’agognata medaglia d’argento per l’efficienza di stabilimento. Si tratta di un riconoscimento (nei rispettivi status: No status, Bronze, Silver e Gold) del Wcm (World Class Manufacturing), programma mondiale del colosso italo-americano Fca (Fiat-Chrysler) che ha l’obiettivo di eliminare ogni possibile spreco delle risorse impiegate in tutti i processi di trasformazione per la produzione del prodotto finale. La metodologia applicata sulle fabbriche della galassia Fiat-Chrysler ha l’obiettivo di «migliorare continuamente le performance del processo produttivo eliminando gli sprechi e migliorando la qualità, la sicurezza, le condizioni di lavoro delle persone, il rispetto per l’ambiente"». E così la joint venture tra Fca, Peugeot e Citroen si è lasciata alle spalle anche la perenne contraddizione tra produttività e produzione. Se dal punto di vista della produzione la Sevel ha sempre offerto performance da record (a parte gli anni della crisi economica mondiale a partire dal 2008) dal lato della produttività, che comprende assenteismo, malattie, sicurezza sul lavoro, risparmio energetico (elettricità, acqua potabile, acque reflue), lo stabilimento sangrino non ha mai potuto ottenere un piazzamento superiore al bronze. Fino a questo 2016. Il premio si tradurrà in soldi contanti nelle buste paga degli oltre 6.500 dipendenti con il calcolo dei vari coefficienti che sarà stabilito a metà gennaio.

I 35 anni. L’anno che sta finendo si porta dietro un’altra tappa importante per la Sevel: i suoi primi 35 anni di storia. Un traguardo che lo stabilimento ha festeggiato alla grande con oltre 40mila visitatori e un parterre di ospiti d’eccezione. Nel 1981, a inaugurare lo stabilimento di contrada Saletti c’era l’avvocato Giovanni Agnelli con l’allora presidente Sandro Pertini. Un pezzo di storia che è rimasta indelebile nel cuore di una realtà industriale che, da sola, costituisce un terzo del Pil abruzzese.

Il futuro. E a fronte di un’annata da incorniciare, c’è un 2017 che si preannuncia altrettanto favorevole per le richieste di mercato. Ma bisognerà organizzarsi. La Sevel è arrivata a sfiorare la sua massima capacità produttiva (300mila veicoli prodotti in un anno) e una qualsiasi oscillazione al rialzo comporta una rivoluzione di ritmi e organizzazione dello stabilimento. I sindacati chiedono di parlare al più presto anche di assunzioni, nuove turnazioni e migliorie.

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