Sfida a tre per diventare il leader del centrodestra

L’ex sindaco Fosco, il consigliere comunale D’Amico e l’avvocato Piccinini si contendono la candidatura a sindaco. Simboli dei partiti sulle schede
LANCIANO. Il centrodestra si mette alla prova oggi con il primo esperimento di primarie nella storia politica cittadina. Sono tre i candidati impegnati nell’impresa di riprendere le redini di uno sfilacciato centrodestra e portarlo all’obiettivo di ricompattarsi in vista delle elezioni amministrative: Errico D’Amico (area popolare Udc-Ndc), Maria Grazia Piccinini (Forza Italia) e Nicola Fosco (Fratelli d’Italia-An). Una prova di forza impegnativa dal momento che i cinque anni di amministrazione Pupillo -la prima di centrosinistra dalla Repubblica- hanno lasciato il centrodestra stordito, litigioso e fiaccato da lacerazioni interne, di cui parecchi strascichi sono ancora evidenti. Mancano all’appello, ad esempio, le forze traghettate nella lista civica Libertà in azione di Tonia Paolucci e i sostenitori di Ermando Bozza, candidato a sindaco nel 2011, assieme ai movimenti Ali (Alleanza Liberaldemocratica per l’Italia) e Casapound. E manca anche una parte di Forza Italia, con il capogruppo Manlio D’Ortona che non ha mai aderito all’ipotesi primarie e diversi scontenti, a cominciare dall’ex sindaco Filippo Paolini, che non hanno gradito la scelta di una candidata «imposta dall’alto».
L’obiettivo manifesto delle primarie, dunque, è innanzitutto riconquistare l’unità. Si riparte dai partiti: Udc, Ncd, Forza Italia e Fratelli d’Italia-An. Nessuna lista civica, anche se sono tante le associazioni che sostengono i nomi in lizza. La scelta di inserire i simboli di partito sulla scheda elettorale, se da un lato può indirizzare l’elettore nella scelta, dall’altro potrebbe rivelarsi un boomerang per i vari partiti in gara, chiamati alla prova dei numeri. L’impegno sottoscritto dai candidati è quello di sottoscrivere un programma unitario e sostenere il candidato vincente, che alle amministrative rappresenterà l’intera coalizione. Il comune denominatore, oltre all’ispirazione politica della coalizione, è quello di soppiantare l’amministrazione Pupillo, definita da tutti «fallimentare». «Lanciano è una città più isolata, degradata, che sta perdendo servizi e attrattività», dicono i tre candidati, «vogliamo riportarla ai fasti e alla centralità di un tempo».
Come? Per D’Amico, dato da più parti come il favorito di questa prova elettorale, si deve ripartire dai cardini di «ambiente e sicurezza. Non vogliamo stupire con effetti speciali e progetti irrealizzabili», sostiene, «ma con servizi, trasparenza e contatto con la gente. Si ripartirà dalla semplicità delle cose concrete». La Piccinini, che Forza Italia ha scelto «dalla società civile per una candidatura che sia espressione di tutto il movimento», arriva con un bagaglio importante di battaglie effettuate sia a Lanciano che all’Aquila: per lei la priorità è «recuperare la vitalità di Lanciano e riparare ai numerosi danni dell’amministrazione Pupillo». Fosco, infine, punta sull’elettorato della destra più radicale. Già sindaco per due mandati, dal 1993 al 2000, si porta dietro il suo «nome» e la sua «storia» puntando a temi come sicurezza e ristrutturazione della macchina amministrativa.
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