Sfilano gli Incappucciati «Il Cireneo lo scelgo così»
Alle 22 la processione dell’Arciconfraternita che richiama migliaia di visitatori Il priore Sabella: «Ho in mente chi sarà, ma l’interessato lo saprà poco prima»
LANCIANO. Cammina scalzo, curvo, sotto il peso della croce al centro delle processioni degli Incappucciati di questa sera e del Cristo morto di domani organizzati dall’Arciconfraternita di San Filippo Neri: è il Cireneo, il confratello che cattura su di sé sguardi e preghiere di una città. Con lui, le note dei miserere dei maestri Bellini e Masciangelo eseguite quest’anno dalla Banda di Furci, il suono cupo della raganella, le fiaccole del centro storico e dei confratelli, annunciano la processione degli incappucciati che prende il via alle 22 dalla chiesa di Santa Chiara. Ma il giovedì santo vede altri riti come la messa crismale, di questa mattina e poi l’apertura dei sepolcri.
LA MESSA CRISMALEQuesta mattina alle 10, nella cattedrale della Madonna del Ponte, sarà celebrata la messa crismale dall’arcivescovo Emidio Cipollone. Durante questa celebrazione, che rappresenta l'unità della chiesa locale, ci sarà la benedizione e la consegna degli olii sacri - il crisma, l'olio dei catecumeni e l'olio degli infermi - alle parrocchie della diocesi. Poi dal calar della sera iniziano i sepolcri allestiti in tutte le chiese. A Santa Chiara, sede dell’Arciconfraternita che cura da 416 anni la Settimana santa, c’è l’esposizione dei Talami della Passione e del sepolcro che, come precisa il priore Raffaele Sabella: «È una rappresentazione legata a temi di attualità, per invitare le persone a riflettere su un evento particolare che stiamo vivendo».
GLI INCAPPUCCIATIAlle 22 inizia la processione degli Incappucciati. Circa duecento confratelli sfilano solo per le vie del centro storico coi volti coperti dai cappucci in segno di penitenza, vergogna per il peccato commesso ma anche di uguaglianza di fronte a Dio. Un cammino accanto al Cireneo, il confratello che a piedi scalzi trascina la croce in legno, di 30 chili e che ha oltre 150 anni, che, nella processione di questa sera rappresenta “il penitente”, mentre nella processione di domani rappresenta Simone di Cirene, l’uomo che fu obbligato dai soldati romani ad aiutare Gesù a trasportare la croce fino al Calvario. «Ho già in mente chi sarà il Cireneo di questa sera e chi di domani», riprende il priore, «sono persone che si sono distinte durante l’anno. A loro comunico la scelta poco prima dell’uscita della processione o in un momento in cui la chiesa è affollata e non si capisce che li sto scegliendo. E nel momento in cui comunico la scelta c'è un turbinio di emozioni: la mia come priore ma soprattutto quelle di chi dovrà portare la croce: sorpresa, stupore. C’è chi piange, chi resta in silenzio. Poi nella stanza il Cireneo si raccoglie in preghiera, si veste, si confessa, esce e va centro della chiesa». Qui il priore mette la croce sulla spalla del prescelto. Solo il priore può toccare la croce. E le porte si aprono. «Nella stanza il Cireneo deve anche dire se accetta l'incarico», ricorda Sabella, «in tanti anni è capitato una sola volta che rifiutasse: non si sentiva di portare la croce. Nel caso è il padre spirituale a intervenire e se non ce la fa spetta al priore portare una croce che non va mai poggiata a terra neanche durante le fermate». E nel tragitto il Cireneo sotto il cappuccio piange, prega, riflette, soffre, si rasserena. Alla fine è stremato, ma felice. «È un'emozione intensa, un momento per ritrovare se stessi», chiude Sabella. Il percorso della processione di questa sera è solo nel centro storico: corso Roma, via Fieramosca, via Finamore, via Garibaldi, via Cavour, piazza Plebiscito, via Dei Bastioni, via dei Frentani con divieti di transito e sosta dalle 15 all'1.
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