Sfottò in spiaggia durante la festa Scoppia la maxi rissa: tre feriti

17 Agosto 2023

La violenza esplode dopo le offese alla città gridate al microfono del dj di uno stabilimento balneare Volano calci, pugni e sedie. Al vaglio anche i video girati dai bagnanti: sono in arrivo le denunce  

FRANCAVILLA. Il clima festoso di Ferragosto, la musica in spiaggia, il dj e poi gli insulti gratuiti rivolti a Chieti, le botte, le sedie lanciate. Un vero e proprio parapiglia, nella zona nord del lungomare di Francavilla, seguito dall’arrivo dei carabinieri che ora stanno indagando per ricostruire tutto e individuare i responsabili, un gruppetto di ragazzi del posto, pare quattro, e che hanno alzato il gomito.
Comincia tutto durante una festa in spiaggia, in uno stabilimento. Il microfono del dj viene afferrato da qualcuno che vuole accendere la miccia e dice «Chieti m...». Un teatino di 52 anni si sente chiamato in causa e chiede spiegazioni su quella frase, vuole capire. La risposta? Viene aggredito e ferito e lui, senza reagire, va via, poi lascia la spiaggia e si farà visitare in ospedale per le contusioni al volto, guaribili in 15 giorni. Non è finita. Un suo amico tenta di capire cosa è successo ma non ottiene risposta e torna indietro, in uno stabilimento vicino. E anche stavolta la questione non è chiusa. Gli aggressori del 52enne, fomentati da chissà quale odio contro Chieti, si spostano alla ricerca di chi non ha gradito quella frase. E sulla ciclabile scoppiano le scintille, sotto gli occhi dei bagnanti e dei pedoni che guardano allibiti e filmano insulti, calci e pugni. Due uomini cercano di evitare che la situazione degeneri ma vengono a loro volta aggrediti: sono un francavillese e un teatino ultracinquantenni che portano sul corpo le escoriazioni della zuffa scoppiata per una frase senza senso. Alla base di tutto un odio incomprensibile, magari di natura calcistica, visto che tra i tifosi della città adriatica ci sono anche dei biancazzurri e la rivalità con i neroverdi è risaputa. Quando al 112 arriva la segnalazione della rissa i carabinieri di Francavilla raggiungono la ciclabile, insieme alla Guardia di finanza. Gli accertamenti cominciano subito, per identificare chi c’era: i militari dell’Arma ascoltano le prime persone, mentre altre saranno sentite. Nel frattempo i video che circolano sui social raccontano l’accaduto, a spezzoni, e le immagini delle telecamere potrebbero fornire altri elementi utili alle indagini dei carabinieri.
Per il sindaco Luisa Russo la giornata di festa si è chiusa «con l’amaro in bocca perché a qualcuno è venuta in mente una pessima idea. La motivazione sembra legata a futili motivi di campanile», ha aggiunto con la volontà di approfondire i fatti, ma «la violenza va sempre condannata, in qualunque forma. E un bicchiere in più certo non cambia le cose», ha proseguito chiarendo anche di prendere «le distanze da qualunque motivazione possa aver portato a rovinare una giornata di festa» e invitando «i ragazzi a non sprecare il tempo prezioso della vita con la violenza e la cattiveria». «Spero davvero che non siano assurde competizioni di campanile ad attivare le contrapposizioni: sarebbe assurdo e inutile», commenta da Chieti il sindaco Diego Ferrara, facendo notare che «i campanilismi creano distanze e non portano da nessuna parte. La via migliore resta la pacifica convivenza. Risse fra realtà sorelle sono antistoriche e poco onorevoli per chi le cerca o le fomenta. Cerchiamo di recuperare una dimensione aperta della nostra identità, facciamoci vettori positivi e promotori della bellezza e del patrimonio che abbiamo in giro per il mondo, non di altro».