Sgomberati i negozi coinvolti dal crollo del pavimento

22 Agosto 2018

LANCIANO. Sgombero immediato dei locali ai civici 11, 13, 15, 17 e 19 di corso Trento e Trieste. È l’ordinanza comunale che riguarda i proprietari dei locali commerciali Josephine e Martelli, i cui...

LANCIANO. Sgombero immediato dei locali ai civici 11, 13, 15, 17 e 19 di corso Trento e Trieste. È l’ordinanza comunale che riguarda i proprietari dei locali commerciali Josephine e Martelli, i cui magazzini sono stati coinvolti dal crollo di una porzione di diversi metri cubi del pavimento. Per poter ispezionare bene la zona interessata dal cedimento ed effettuare analisi e interventi si è reso necessario non solo chiudere i due locali, ma anche sgomberarli completamente di ogni cosa. I tecnici incaricati dal Comune, l’ingegnere Pasquale Di Monte e il geologo Luigi Carabba, predisporranno in questi giorni un piano di intervento in modo da poter individuare il problema e la possibile soluzione. Al momento non è stato ancora possibile recarsi nelle immediate vicinanze della voragine, aperta in particolare nel negozio di abbigliamento Josephine, per motivi di sicurezza. È estremamente pericoloso avvicinarsi al buco di cui non si riesce a capire nemmeno l’esatta profondità. «Spero che le ispezioni facciano chiarezza al più presto», dice uno dei proprietari, Vincenzo Del Bello, «perché stiamo subendo grossi disagi e ripercussioni da questa situazione. L’affittuario del mio locale infatti, di fronte all’incertezza di poter riaprire l’attività a breve, ha preferito risolvere il contratto di locazione». Intanto restano in piedi i divieti di sosta e di circolazione sul lato della carreggiata che riguarda il cedimento. Nei prossimi giorni verranno effettuati dei sondaggi, tipo carotaggi, anche in altri punti del Corso per capire se la voragine sia circoscritta alla zona dei negozi o abbia diramazioni ulteriori. Da capire anche l’origine del problema che potrebbe risiedere in un grave dilavamento del terreno da riporto (presente sotto tutta la superficie del Corso) da parte di un’enorme quantità di acqua di superficie proveniente dal Fosso Pietroso e non perfettamente canalizzata nel sottosuolo. I tecnici ispezioneranno anche la tubatura principale, denominata condotta Sargiacomo e risalente alla fine dell’Ottocento. La condotta fungerebbe sia da raccoglitore delle acque bianche, ovvero acque di superficie e piovane, sia come fognatura. Sotto esame, dunque, l’intero sistema di regimentazione delle acque, un problema annoso già segnalato diverse volte negli anni agli enti competenti da associazioni ed esperti.
Daria De Laurentiis
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