Shopping con la carta persa da un cliente

31 Maggio 2019

La polizia denuncia un teatino di 37 anni che ha fatto la spesa gratis per otto volte: scoperto grazie alle telecamere

CHIETI. Un cliente perde il bancomat e il barista, anziché restituirglielo, lo utilizza per fare shopping. Un teatino di 37 anni, incastrato dalle telecamere di un supermercato, è stato denunciato alla Procura con l’accusa di illecito utilizzo di carta di pagamento. A condurre le indagini sono stati i poliziotti della squadra volante, diretti dal vice questore aggiunto Antonello Fratamico.
Tutto comincia quando un uomo di 58 anni, teatino anche lui, va a ritirare i soldi allo sportello automatico e si accorge di non avere il bancomat nel portafoglio. A quel punto controlla l’estratto conto e scopre che qualcuno aveva fatto 8 pagamenti tra i 3 e i 25 euro per 8 giorni di fila. Danno totale: 120 euro. Al malcapitato non resta che presentare denuncia in questura. Gli accertamenti della volante scattano immediatamente ed emerge che tutti i pagamenti sono stati fatti tra Chieti e Pescara. Il truffatore ha comprato un po’ di tutto: dalle bottiglie d’acqua ai biscotti, fino ad arrivare ad articoli di cancelleria. Per individuare l’autore è stato fondamentale il sistema di videosorveglianza di un supermercato cittadino: «Raffrontando gli orari», spiegano gli investigatori, «si nota chiaramente l’uomo che paga con il bancomat e si allontana con l’utilitaria che aveva parcheggiato all’esterno del negozio». Così, attraverso il numero di targa, i poliziotti sono risaliti al proprietario: «Confrontando il volto “catturato” dalle telecamere con la foto della patente di guida dell’intestatario dell’auto, presente in banca dati, è stato identificato il furbetto. Si è notato anche che i pagamenti successivi a quello del supermercato erano avvenuti pochi minuti dopo in una cartoleria vicina». Altri due pagamenti, invece, erano stati fatti in un bar di Pescara che, grazie a un accertamento fiscale, si è scoperto essere il luogo di lavoro del colpevole.
La polizia sottolinea come tutti gli acquisti siano stati di un importo contenuto perché possono essere fatti pagamenti fino a massimo di 25 euro in modalità “contactless”, ovvero avvicinando la carta al pos senza utilizzare il codice pin, di cui l’indagjato non era in possesso. Una volta convocato in questura, il barista – in passato mai finito nei guai per motivi giudiziari – non ha potuto far altro che ammettere le sue responsabilità: «È stata una leggerezza», ha provato a giustificarsi davanti ai poliziotti. «Non mi sono reso conto della gravità di quello che ho fatto». E ora il 37enne rischia di finire sotto processo per un reato che prevede la pena della reclusione da uno a cinque anni e la multa da 310 a 1.550 euro.
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