Si allarga la mappa dei casi «Test a tappeto nei paesi»

Dopo Guardiagrele e Chieti, il Covid non allenta la morsa a Pennapiedimonte, Ari e Vacri. La Asl scrive ai sindaci: «Serve un altro screening della popolazione»
CHIETI. Prima Guardiagrele, poi Chieti e adesso anche i paesi della Val di Foro. Si allarga la mappa dei contagi da Covid. E dalla Asl parte una lettera indirizzata ai sindaci di Pennapiedimonte, Ari e Vacri con una richiesta: sottoporre i residenti ai tamponi per circoscrivere la diffusione del coronavirus. Sono i numeri a identificare i focolai chietini: «Tra i comuni con numero di casi per mille abitanti più alto spiccano Pennapiedimonte (31,4), Gessopalena (22,8), Ari (16,5) e Vacri (14,5)», dice l’ultimo bollettino del dipartimento di prevenzione che ogni settimana passa in rassegna i dati.
Confrontando le carte della Asl, dall’inizio dell’anno fino a oggi, si può notare come cambia la geografia dei casi: Ortona, Guardiagrele, Chieti e ora il circondario. Nella settimana tra l’8 e il 14 febbraio, in media si sono contati 122 nuovi casi al giorno, in linea con la settimana precedente (121): significa 32 positivi ogni 100mila abitanti con epicentro tra Chieti, l’area metropolitana e la cintura teatina. Un’espansione dei contagi pari al 30% in più rispetto alle settimane precedenti.
Il primo bollettino dell’anno, datato 3 gennaio, aveva rilanciato già l’allarme e rileggerlo adesso, con Chieti in zona rossa, sembra una beffa con un invito a stare attenti non raccolto: «Dalla fine del mese di novembre la provincia di Chieti ha visto progressivamente una riduzione della velocità di incremento dei nuovi casi, che ha subito un rallentamento a dicembre e sta riprendendo velocità in questo inizio anno. Il distretto di Ortona ha il numero di casi per abitanti più elevato seguito da Francavilla e Chieti». Una settimana dopo, Ortona resta in emergenza ma il Covid inizia a dilagare anche a Guardiagrele, fulcro della variante inglese: è da qui che riparte la catena dei contagi. Il bollettino del 16 gennaio ripercorre stessa storia e stessi posti, ma con un’aggiunta: «Il numero di operatori sanitari che sono diventati positivi al Covid-19 aumenta in maniera preoccupante». Con il bollettino del 30 gennaio arriva la conferma che l’area chietina rimane in sofferenza con dati in peggioramento: tra i comuni a rischio spunta Roccamontepiano, poi Ari e Vacri. Ma sono le città grandi, Chieti, San Giovanni Teatino, Francavilla e Atessa, a preoccupare: «Evidente il coinvolgimento delle città più popolate, in particolare quelle afferenti all’area metropolitana della Val Pescara». E ora? Per uscirne, avverte la Asl, servono altri test. Al 14 febbraio sono stati effettuati 86.998 tamponi rapidi con la scoperta di 522 positivi (0,6%). Non basta, così avverte la Asl, e per questo partono le lettere ai sindaci: sabato e domenica tamponi in 25 comuni tra cui Rapino, Ripa Teatina, Tollo e Torrevecchia Teatina; a Chieti lo screening di massa potrebbe essere ripetuto tra una o due settimane.

