Si apre un’altra voragine: transenne in via Corsea

1 Settembre 2018

Nuovo squarcio in centro, vicino piazza del Malvò, per il crollo dell’antica cloaca Chiusa la strada. L’assessore Verna: con i nubifragi torna il rischio idrogeologico

LANCIANO. “Pericolo di crollo”: transenne anche in via Corsea, alla fine di piazza del Malvò, nel cuore del centro storico. L’arco in mattoni dell’antica cloaca è crollato sotto la via avvallando la strada e aprendo sotto di essa una voragine profonda più di 2 metri e lunga 8-9 metri che ha portato il Comune a chiudere la strada. Dopo la voragine in corso Trento e Trieste, la buca apertasi in via Mammarella - chiusa ieri dai tecnici Sasi - quella a Villa Stanazzo, a Ferro di Cavallo e le frane continue, ora è la volta del Malvò a creare apprensione tra i cittadini e nell’amministrazione. Che, per precauzione, ha chiuso subito la via ed effettuato i sopralluoghi.
Transenne e divieti, purtroppo, aumentano in città. «Ad accorgersi del problema sono stati gli operai della Sasi», spiega l’assessore ai lavori pubblici Giacinto Verna, «che stavano riparando una condotta fognaria nel vicino corso Umberto. Facendo le prove di carico nel chiusino di via Corsea, si sono accorti che si era creato un vuoto sotto il manto stradale. Hanno subito avvisato il Comune». La strada si era abbassata già dopo l’alluvione del 22 giugno scorso. Quel giorno (e ogni volta che viene giù un acquazzone), la via del Borgo si è allagata, l’acqua ha raggiunto il metro di altezza inondando i locali e spostando due auto. Non è escluso che questa vicenda abbia contribuito a far cedere la vecchia condotta. Ieri mattina la strada è stata “rotta” dagli operai della ditta Marfisi e Giancristofaro per capire cosa fosse accaduto nel sottosuolo e poter intervenire. All’apertura si è notata la rottura dell’arco, oltre che la puzza delle fogne. Non a caso Malvò viene da “Mala valle”, una vallata anticamente definita anche Stercoraria, a causa dell’odore nauseabondo proveniente dalle ruelle acquatiche che vi confluivano per drenare il quartiere Civitanova dalle acque sporche. Queste poi, da Mala valle, s’indirizzavano verso il Feltrino. Fu l’architetto Filippo Sargiacomo a completare la copertura dell’ultimo tratto del fosso Malvò, piazza Garibaldi, e la condotta. «Si vede la rottura della volta della fogna», riprende Verna, «e che il danno è anche notevole, tanto che la strada rischiava di sprofondare per alcuni metri. La voragine è profonda circa 2 metri e si allunga per circa 8-9 metri, per ora. Continueranno gli scavi nei prossimi giorni in alcuni punti lungo i 9 metri di lunghezza della voragine. Con un geologo, che incaricheremo a giorni, si valuterà il da farsi. Quel che è certo è che il sottosuolo è fragile e che la strada resta chiusa perché la nostra priorità è l’incolumità dei residenti. I nubifragi potrebbero aver contribuito a causare i cedimenti in zone a rischio idrogeologico come quelle storiche, così come l’incuria umana, ma sono ipotesi. Dobbiamo aspettare i resoconti delle ispezioni per avere risposte certe». Per ora restano le transenne, nella speranza che non vengano ignorate, e la preoccupazione di camminare su terreno fragile.
©RIPRODUZIONE RISERVATA