Si fa chiamare Lupin, ha derubato anche un giudice

10 Novembre 2015

Ecco il volto del 40enne di Trento accusato di nove colpi a Chieti e uno, il più ardito, a Pescara. Nei giorni scorsi è stato arrestato ad Alessandria per il furto del pc al vicesindaco. Su Internet si presenta come Lupin III

CHIETI. Il ladro del venerdì non si ferma davanti a nessuno. Neppure un giudice lo spaventa. Anzi, sfida la giustizia entrando di soppiatto nella stanza del magistrato per rubargli il portafogli con il bancomat e la carta di credito. Se poi quel giudice, impegnato in un’udienza, commette l’errore di appuntarsi il “pin” sul retro del bancomat, per Michele Lazzeri, 40 anni di Trento, ladro seriale che ha colpito in mezz’Italia, è un invito a nozze. Ha prelevato la cifra massima dal bancomat del giudice e con la carta di credito ha poi speso mille euro in vestiti e scarpe. Il giudice è la sua decima vittima scoperta nel giro di cinque giorni. Nove colpi a Chieti e uno, il più ardito, a Pescara.

Lazzeri, arrestato ad Alessandria, dove il furto del computer del vicesindaco si è trasformato in una rapina impropria, pensa di essere Lupin III, personaggio dei cartoon. Si presenta così su Facebook. E se cerchi su Internet il suo nome scopri decine di furti che avrebbe commesso esclusivamente negli uffici pubblici. E’ il terrore degli impiegati. Non importa che sia Inail, Inps, procura o tribunale. La sua dose giornaliera di adrenalina è il rischio. Ma ruba solo nel giorno di mercato. A Chieti, infatti, ha colpito sempre di venerdì. A Pescara, dove ha lanciato la sfida finale alla giustizia, lo fa di lunedì. Su di lui indaga la sezione di polizia giudiziaria della procura di Chieti, delegata dal sostituto procuratore Giuseppe Falasca. E non c’è giorno che passi senza che una vittima non si presenti a denunciarlo. Lazzeri è stato riconosciuto anche ieri. Lo hanno arrestato in flagranza di reato ad Alessandria, ma Lazzeri è stato anche raggiunto da un ordine di custodia cautelare del gip di Chieti per un furto commesso al primo piano della procura in via Spaventa. La notizia pubblicata qualche giorno fa ha innescata un effetto domino che non si ferma. E’ stato riconosciuto da due dipendenti dell’Inail, due segretarie del convitto Vico, un impiegato della Commissione tributaria, una dipendente del Comune di Chieti, tutti derubati di venerdì. Nel caso del Convitto, Lazzeri si è presentato elegante e con una valigetta 24ore. «Ho un appuntamento con la preside Politi», ha detto all’ingresso. E l’hanno fatte attendere perché la dirigente scolastica, in quel momento, era impegnata in un incontro, pensate un po’, con vertici delle forze dell’ordine. Il ladro seriale è entrato in una stanza ed ha rubato due portamonete. Non si preoccupa se la telecamera del bancomat lo riprende perché solo in uno dei numerosi casi denunciati ha prelevato i soldi con un cappellino calato sulla fronte. Ma il top della provocazione l’ha raggiunto a Pescara dove la polizia ha acquisito i filmati delle numerose telecamere disseminate nell’ampio ingresso del tribunale. Lazzeri viene ripreso mentre arriva, di lunedì (giorno di mercato nella città adriatica) dalla parte dell’università. Attraversa il corridoio del palazzo di giustizia e s’ infila in una delle porte d’ingresso. Raggiunge la stanza del giudice, in quel momento impegnato in un processo, e gli sfila il portafogli dalla tasca della giacca. Con il bancomat e la carta di credito del magistrato si tuffa nello shopping, e riparte da Pescara con scarpe e vestiti nuovi. Ha una passione, il ladro del venerdì, ed è facile da scoprire spulciando nel suo profilo di Facebook. Gioca al poker on line. Gli piace scommettere e rischiare.