Si fa la lampada solare e resta ustionata

Una 40enne riporta un danno permanente al 10% del corpo. A processo la titolare del centro estetico e l’assicurazione
LANCIANO. Fa una lampada per abbronzarsi e rimedia ustioni di 1° e 2° grado. È accaduto a una 40enne lancianese che, a causa del mal funzionamento della lampada di un centro estetico cittadino, si è bruciata schiena, glutei e gambe ed è stata costretta a fare tre mesi di cure che non le hanno impedito di riportare un danno permanente al 10% del corpo. La donna ha denunciato la proprietaria del centro estetico e, dopo la citazione a giudizio del procuratore Mirvana Di Serio, il caso è approdato davanti al giudice di pace. Qui la cliente ustionata, rappresentata dall’avvocato Alfonso Ucci, si è costituita parte civile chiedendo un risarcimento danni. La vicenda risale all’estate 2017. A fine luglio S.C. decide di fare una lampada solare. Va in un centro estetico frentano dove ha prenotato una lampada Uva ad alta pressione. Dieci minuti il tempo della seduta. Si cosparge di crema protettiva, fornita dal centro estetico, ed entra. Ma subito la donna sente che qualcosa non va: c’è troppo caldo e un odore acre, come di bruciato. Dopo nemmeno 3 minuti esce fuori. Ha la pelle molto, troppo, arrossata. Segnala alla proprietaria, E.G., l’accaduto. Ma questa la rassicura. Le consiglia una crema da mettere sulla parte posteriore del corpo. Ma S.C. ha dolore: la schiena è un fuoco, ha abrasioni e si rivolge al pronto soccorso dell’ospedale Renzetti. Qui i medici le diagnosticano ustioni di 1° e 2° grado. Inizia una lunga terapia con medicazioni, resta tutta l’estate con il corpo bendato. Dopo le ultime medicazioni ad inizio ottobre 2017 si rivolge al dottor Viscardo Murri che le diagnostica danni permanenti sul 10% del corpo. Un calvario che la 40enne trasforma in denuncia tramite l’avvocato Ucci. Il procuratore Di Serio formula l’accusa di lesioni colpose e rinvia davanti al giudice di pace la proprietaria del centro estetico che «a causa del malfunzionamento della lampada Uva cagionava a S.C. lesioni, ustioni di 1° e 2° grado della schiena, dei glutei e della coscia sinistra con ultima certificazione medica del 5 ottobre 2017». Il giudice, dopo aver accolto la costituzione di parte civile, ha autorizzato la chiamata in causa dell’assicurazione del centro estetico e aggiornato l’udienza a dicembre per ascoltare i test di ambedue le parti e la versione della proprietaria del centro. Un caso particolare che ha interessato anche la Cassazione, riguardo alla “posizione di garanzia” di chi gestisce queste apparecchiature estetiche a tutela dei clienti e sul quale sarà il giudice di pace a dire l’ultima parola.
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