Si ribalta col trattore e muore schiacciato

Fioravante Trivilini, 62 anni, gestiva un agriturismo tra Lanciano e Treglio. Il figlio: gli ho sconsigliato quel percorso fatale
TREGLIO. Una manovra in salita, in un tratto impervio e con dei saliscendi, la gomma sinistra che cede e il trattore che si ribalta schiacciandolo. È morto così Fioravante Trivilini, autotrasportatore in pensione e titolare dell’agriturismo “Trivilini”, situato sulla strada provinciale Lanciano-San Vito. L’uomo, 62 anni, ieri mattina era andato su un suo campo tra contrada Castellana e contrada San Martino con il figlio Rino per vendemmiare. Una giornata delle tante di lavoro di un uomo instancabile che amava la terra. Attorno alle 11, a bordo del trattore gommato col carrello al seguito, decide di salire verso il podere che si estende sotto la ferrovia di contrada Castellana. Dietro di lui il figlio che cercava di dissuaderlo. «Non salire da quel lato», gli dice, «andiamo dall’altro e poi facciamo manovra». Ma l’uomo non gli dà ascolto e imbocca la salita che lo porta al podere. Ma mentre raggiunge la cima, per una manovra fatta forse per avvicinarsi alle viti, il mezzo perde aderenza col terreno, per via di un fosso, e si ribalta schiacciandolo. Il figlio inerme assiste alla scena e chiama subito i soccorsi. Immediato l’arrivo dei vigili del fuoco che erano in zona per un intervento per delle vespe su un tetto. Poi, in pochissimi minuti, arrivano il 118 da Lanciano e l’elisoccorso, oltre ai carabinieri e ad un vigile urbano. I pompieri riescono a tirar fuori il corpo ma i sanitari non possono fare altro che constatare l'avvenuto decesso per i gravi traumi riportati. E mesti tornano a valle, sulla strada.
Attorno alle 12,15 riparte anche l’elicottero, atterrato in un piccolo spazio tra ulivi e canne. Accanto al corpo esanime del 62enne i familiari, straziati dal dolore, la moglie Angelina, che era sempre accanto al marito, i figli Rino, Paolo e Susanna. Una morte terribile, avvenuta nel giorno in cui 11 anni prima aveva perso la vita il padre di Fioravante, Gaspare. «Era legato alla terra», lo ricorda il sindaco di Treglio, Massimiliano Berghella, «un grandissimo lavoratore, che amava la famiglia». Ed è una tragica fatalità che sia morto a bordo di un mezzo, lui che era autotrasportatore. «Faceva i trasporti eccezionali», dicono alcuni vicini arrivati sul posto dopo aver sentito le sirene dei soccorsi, «ed è sempre stato sui trattori, per i campi. Era una bravissima persona». «E qui era lui a tenere tutto pulito», chiude il sindaco, «sono strade comunali ma se ne occupava senza chiedere nulla in cambio. Offriva esperienza e lavoro per questa lingua di terra tra boschi, ulivi e vigne».
I funerali oggi, alle 15,30, nella chiesa del Sacro Cuore, a Olmo di Riccio, con il corteo che parte prima dalla casa della vittima, in via Torre Sansone.
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