Si ribalta l’auto, operaio muore a 40 anni

29 Settembre 2019

Enrico Iacovella, di Guardiagrele, schiacciato dalla sua Mini all’uscita di una curva: feriti due amici, uno è in gravi condizioni

CHIETI. La vita di Enrico Iacovella si ferma dopo una curva. L’operaio di Guardiagrele, padre di un bimbo di 6 anni, si ribalta nella notte sulla strada Val di Foro: muore all’istante, a 40 anni, schiacciato sotto il peso della sua Mini Cooper rossa. La tragedia si consuma a Vacri, all’altezza del civico 16 di contrada Fontanella. Gli amici che sono in auto con lui, anche loro di Guardiagrele, rimangono feriti: il più grave, Christian Di Crescenzo, 20 anni, ora lotta per la vita in un letto di Rianimazione dell’ospedale di Chieti; Matteo Tinari (22), invece, è fuori pericolo ed è ricoverato a Pescara con 40 giorni di prognosi.
Alle 4.50 questa storia senza lieto fine la racconta, tutta trafelata, una donna che telefona al 118. «Correte, c’è un incidente». Qualche minuto prima, all’uscita da una curva, in un tratto leggermente in discesa, l’auto si era schiantata contro il muro di contenimento di un terreno agricolo, ribaltandosi e terminando la sua corsa 40 metri più avanti, senza nessun segno di frenata, davanti alle case. Quando i vigili del fuoco e le ambulanze arrivano nel luogo indicato, al chilometro 14+600 della provinciale 214, trovano Enrico fuori dall’abitacolo della Mini che viaggiava in direzione Francavilla. Secondo una prima ricostruzione della polizia stradale, il corpo dell’automobilista – che non portava la cintura di sicurezza – è schizzato via dal parabrezza. Per lui, ormai, non c’è niente da fare. Più in là, sull’asfalto, è disteso Christian: si lamenta per il dolore. Era accanto ad Enrico, ma dopo l’impatto violentissimo è volato dal finestrino. «Lotta leone, sei più forte di tutti», gli scriveranno gli amici su Facebook. Matteo, che si trovava sul sedile posteriore, è invece riuscito ad aprire la portiera e a tirarsi su con le sue gambe. Il ferito più grave viene operato d’urgenza al Santissima Annunziata, mentre la strada resta chiusa per consentire i rilievi degli agenti del vice questore aggiunto Fabio Polichetti. Il sostituto procuratore Giancarlo Ciani apre un’inchiesta e dispone l’autopsia che verrà eseguita, nella giornata di domani, dal medico legale Pietro Falco. L’alta velocità, un colpo di sonno o un malore improvviso le possibili cause dell’incidente che, forse, mai nessuno potrà indicare con certezza.
Guardiagrele è un paese in lutto. Prima della tragedia, verso mezzanotte, Enrico era stato visto in un pub del centro storico. Lì aveva incontrato anche il titolare dell’azienda per cui lavorava come meccanico manutentore, la Santoleri srl, che vende e ripara forni e macchinari per panifici e pasticcerie.
Nel luogo dello schianto, oltre a un cartello beffardo che indica il limite di velocità a 70 chilometri l’ora, restano un paio di scarpe della Nike con il baffo bianco, una bottiglietta d’acqua, un cd spezzato. È ormai l’alba in Val di Foro, ma la notte ha ingoiato tutto.
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