Si rompe anche l’acquedotto Disagi per 30mila residenti

Frana a Torre Marino spacca la conduttura: a secco dieci comuni, Sasi al lavoro Sprofonda la strada a San Vito Marina: anziano finisce con l’auto nella buca
LANCIANO. Dieci comuni all’asciutto ieri - e dopo giorni di pioggia sembra un paradosso - a causa della rottura della condotta idrica Castel Frentano-Lanciano in località Torre Marino. Una rottura causata dallo smottamento del terreno che ha spezzato l’acquedotto in due parti. «I tecnici sono intervenuti subito», ha commentato il presidente della Sasi, Domenico Scutti, «e una volta capita l’entità del danno hanno dovuto sospendere l’erogazione per poter effettuare i lavori». Così, dalle 14 di ieri i rubinetti sono rimasti a Lanciano - nella parte alta della città, quella di Marcianese, Follani, viale Cappuccini -e poi Guastameroli, Fossacesia, Frisa, Mozzagrogna, Ortona, Rocca San Giovanni, San Vito, Santa Maria Imbaro e Treglio. «Si lavora a pieno ritmo», ha ripreso Scutti, «come del resto si fa da giorni perché frane e smottamenti hanno causato danni anche ai nostri impianti, hanno avuto ripercussioni sul servizio idrico che abbiamo garantito nonostante le difficoltà. Legate soprattutto alla mancanza di energia elettrica, fondamentale per pompare acqua nelle condutture. Così Comuni come Fara, Guardiagrele hanno avuto problemi di approvvigionamento anche venerdì, ma tutto è poi tornato alla normalità. Ora questa rottura alla condotta è un’altra conseguenza delle frane causate dal maltempo».
Frane che hanno messo in ginocchio tutto il Frentano e non solo. In città ci sono ancora zone chiuse e monitorate come San Biagio, via per Frisa, la strada Per Orsogna, le aree di Santa Giusta e Madonna del Carmine, quella del canile a Villa Martelli. La frana che ha colpito il canile, dove da anni servono interventi, ha purtroppo avuto conseguenze drammatiche per uno dei 300 ospiti della struttura: un cagnolino è morto schiacciato da fango, terra e alberi venuti giù da parte della collina che si affaccia sulla struttura. Altra zona tenuta sotto osservazione è quella di corso Trento e Trieste. All’altezza di uno dei negozi dei portici comunali si è aperta una crepa, una lesione tra due blocchi dello storico porticato.
Si lavora invece sulle strade, per coprire alla meglio le voragini sull’asfalto e che hanno provocato danni alle auto in transito. Un incidente ha avuto conseguenza gravi per un uomo di Rapino che stava percorrendo la provinciale San Vito-Lanciano. «È finito con l’auto in una buca che si è aperta all’improvviso sulla strada», ha raccontato il sindaco di San Vito, Rocco Catenaro, «una buca di un metro per un metro e mezzo di altezza. L’uomo si è ribalto con l’auto e nell’incidente ha riportato diversi traumi. E’ stato trasportato all’ospedale di Chieti».
Situazione disastrosa quella di San Vito. Il parcheggio della Marina, inondato dal Feltrino straripato giovedì, è inesistente con l’asfalto che emerge dal fango in alcuni punti perché è spaccato e si è sollevato di parecchi centimetri. Ci sono danni al ponte e diverse strade del paese e della Marina sono chiuse. «Abbiamo fatto una prima stima dei danni», dice Catenaro, « e si attestano sui 900mila euro. Situazione drammatica è anche sulla costa con le mareggiate che hanno provocato gravi erosioni al litorale, in particolare nel tratto sotto il promontorio dannunziano. Il mare è arrivato a rosicchiare la strada, quella che dovrebbe essere la via Verde. Urgono interventi».
Teresa Di Rocco
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