Si rompe l’acquedotto, vigneti allagati

Cede una tubatura tra Castel Frentano e Sant’Eusanio: 22 Comuni restano a secco, centrale del gas circondata dall’acqua
CASTEL FRENTANO. Ennesima rottura dell’acquedotto del Verde, 22 comuni a secco, disagi per i cittadini. Questa volta la falla si è verificata ieri, al confine tra Castel Frentano e Sant’Eusanio, in località Santa Lucia, poco prima del passaggio a livello dismesso. Danni a un vigneto posto a valle della rottura così come ad altre colture, paura per una centrale del gas, circondata dalle acque. Per consentire la riparazione da parte dei tecnici della Sasi, società che gestisce il servizio idrico integrato, è stata chiusa al traffico la strada che da contrada Clementi, di Castel Frentano, porta al dismesso passaggio a livello di Santa Lucia. La rottura si è verificata poco dopo l’alba di ieri; alle 7 operai Sasi già erano sul posto, seguiti dagli agenti della polizia municipale di Castel Frentano e da operai dello stesso comune. L’acqua è stata tolta verso le 9.30 e il ritorno alla normalità è previsto soltanto per la mattinata di oggi. I Comuni rimasti a secco sono stati: Ari, Arielli, Canosa Sannita, Casoli (diverse contrade), Castel Frentano, Crecchio, Fossacesia, Frisa, Giuliano Teatino, Lanciano (diverse zone e contrade), Mozzagrogna, Ortona, Poggiofiorito, Ripa Teatina, Rocca San Giovanni, Santa Maria Imbaro, San Vito Chietino, Sant’Eusanio del Sangro, Tollo, Treglio, Vacri, Villamagna.
Continuano le rotture nell’acquedotto “colabrodo” e urge un piano di manutenzione preventiva della rete. Tra chiusure per risparmio idrico e per falle, l’emergenza è continua. La linea che da Sant’Eusanio entra nel territorio di Castel Frentano, attraversando le frazioni di Paduli e Borrechi, per arrivare alla torre deposito di Colle della Vittoria e quindi dirigersi a Lanciano, è formata da due condotte affiancate: la prima costruita alla fine degli anni ’50 ed ha un diametro di 750millimetri, la seconda, più grande (un metro di diametro con circa 20 atmosfere di pressione), costruita all’inizio degli anni ’70. Queste due linee, nel corso degli ultimi anni, hanno subito rotture, falle, dissaldature, in diversi punti. La Sasi è intervenuta sia con sostituzioni sia con riparazioni, ma le rotture non si sono fermate.
Affinché il rifornimento idrico esca dalla fase di emergenza sono necessari, come ribadito in più sedi, gli investimenti. La Sasi assicura la fornitura idrica a circa 300mila abitanti dei 92 comuni di sua competenza. L’acqua viene captata nelle 106 sorgenti, potabilizzata attraverso 50 impianti di clorazione, addotta e distribuita con 4.800 chilometri di rete complessiva (1.200 chilometri circa di rete idrica di adduzione e 3.600 circa di distribuzione), stoccata in 430 serbatoi idrici (e talvolta rilanciata per il recupero di quota con 50 impianti di rilancio idrico) ed infine distribuita ai 150mila utenti finali. Inoltre gestisce 141 impianti di depurazione e circa 360 fosse Imhoff. Si tratta di un complesso sistema, che ha un indubbio carattere sociale, che non può essere lasciato in stato di precarietà.

