Si schianta per una buca Maxi risarcimento danni

9 Febbraio 2018

Via Piaggio distrutta: motociclista con una Harley finisce contro un lampione Comune e assicurazione pagano 55mila euro. Ma l’asfalto resta pieno di crepe

CHIETI. Stava guidando la sua moto Harley Davidson in via Piaggio quando è finito «in una buca non segnalata né visibile», ha perso il controllo del mezzo ed è andato a sbattere contro un lampione. Era il 30 novembre del 2013: per un pescarese di 47 anni cominciava un travaglio fatto di ricoveri in ospedale, interventi chirurgici e riabilitazione a causa dei «gravi danni» riportati in quello schianto. A distanza di oltre 4 anni da quell’incidente provocato da una buca, il motociclista, assistito dall’avvocato Luciano Santavenere, ha avuto diritto a un maxi risarcimento danni: 55mila euro che dovranno essere pagati dal Comune (10mila) e dalla compagnia assicurativa Aig Europe Limited. E il risarcimento al motociclista non è l’unico che riguarda via Piaggio: la strada tra le fabbriche di Chieti Scalo è disseminata di buche e i lavori da 600mila euro per il nuovo asfalto promessi due mesi fa dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso non sono ancora partiti. Tra buche e crepe, via Piaggio è in cima alla lista delle strade a rischio. E il costo della manutenzione mancata, adesso, si spalma sui residenti di Chieti.
Il caso del motociclista rimasto ferito e costretto a un lungo periodo di degenza e cure è il più rilevante ma, negli ultimi giorni, il Comune è stato costretto a pagare anche altri danni: un teatino residente a Pescara, difeso dall’avvocato Lucrezia Giglio, il 10 febbraio del 2015 stava andando con la sua Lancia Y in direzione Megalò quando si è ritrovato «con le ruote anteriori all’interno di una buca di diversi centimetri di profondità presente sul manto stradale non segnalata né visibile che ha provocato l’esplosione di un pneumatico». In questo caso, il conto per il Comune non è pesante: 519 euro.
Un altro incidente risale al 28 gennaio dell’anno scorso: un automobilista di Montesilvano, assistito dall’avvocato Cristina Chichiricò, è sprofondato, affrontando una rotatoria con la sua Mercedes, in una buca «tale da rappresentare una insidia alla viabilità»: il risarcimento per «i danni alla ruota anteriore» ammonta a 400 euro.
Tornando al motociclista, c’è un altro dettaglio rilevante: durante le prime udienze della causa civile, poi chiusa con un accordo di transazione tra le parti, il Comune ha tentato di difendersi sostenendo che la proprietà della strada fosse del Consorzio industriale. Dai documenti del Comune, però, è emerso che «il tratto stradale del sinistro ad oggi risulta ancora inserito nell’elenco delle strade comunali essendo in itinere la definizione della competenza con l’Asi». Ma, spiega l’avvocato Santavenere, «a prescindere da chi sia il proprietario del tratto di strada, è stato stabilito che il Comune che consente alla collettività il pubblico transito di un’area si assume anche l’obbligo della manutenzione e, quindi, ne risarcisce i sinistri».