Si spaccia per un noto dj sui siti di incontri, a processo

LANCIANO. Sorriso smagliante, occhiolino ammiccante, lo sfondo dello Juventus Stadium. Si presentava così in foto sui suoi profili Facebook, su Instagram Raffaele Di Nunzio, detto Jair, noto dj e...
LANCIANO. Sorriso smagliante, occhiolino ammiccante, lo sfondo dello Juventus Stadium. Si presentava così in foto sui suoi profili Facebook, su Instagram Raffaele Di Nunzio, detto Jair, noto dj e animatore lancianese. Ma quella stessa foto per quasi due anni è apparsa anche su due profili dei siti di incontri Tinder e Badoo. Solo che dietro quel sorriso e quella foto sui siti dove trovare “l’anima gemella”, non c’era lui, ma A.N., 49enne lancianese. L’uomo aveva usato l’immagine del dj e nickname fasulli per conoscere delle ragazze e magari chattare con loro.
A scoprire la vicenda lo stesso Di Nunzio, grazie a delle segnalazioni di amici. Il dj ha denunciato A.N., dopo aver rischiato grosso in famiglia e a livello di immagine pubblica, lui che anche dell’immagine fa una professione.
Ora il sostituto procuratore Serena Rossi ha chiuso le indagini ed emesso un decreto di citazione a giudizio: A.N. dovrà presentarsi in tribunale il prossimo 23 aprile 2021. L’accusa è di sostituzione di persona. A rappresentare Di Nunzio l’avvocato Vittorio Orlando.
La vicenda è venuta a galla in primavera. A scoprire i falsi profili un’amica della moglie che, incredula, avvisa la donna e la mette in guardia. Di certo, non una bella notizia da ricevere. Non una bella notizia neanche per l’ignaro e incredulo Jair. Nessuna crisi per fortuna in famiglia, ma uno smarrimento iniziale: chi ha potuto fare una cosa del genere? E, soprattutto, perché? I due iniziano ad indagare. Creano un profilo su Tinder e “agganciano” il finto dj. Un cuoricino e inizia la conoscenza. Il “gioco” serve per incastrare A.N., che cade nel tranello. Di Nunzio alla fine lo denuncia e scopre che l’uomo aveva fatto lo stesso gioco anche su Badoo nel 2019. Fatte le indagini, il pm chiude il fascicolo e firma la citazione a giudizio con l’accusa di sostituzione di persona: «A.N., al fine di procurarsi un vantaggio, utilizzando una fotografia che ritraeva Raffaele Di Nunzio per la creazione di due profili di “Tinder” e “Badoo” cui erano abbinati i nick name di “Luca 46” e “Maeco 45”, induceva in errore gli utenti dei siti di incontri».
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