Si trancia una gamba col trattore

Giuliano Teatino, il mezzo si ribalta e schiaccia il lavoratore 30enne. I medici tentano di salvargli l’arto
GIULIANO TEATINO. Stava lavorando in campagna a bordo di un trattore, quando ha perso improvvisamente il controllo del mezzo. Il motore agricolo si è ribaltato e lui finito sotto.
È l’ennesimo grave incidente agricolo verificatosi nel Chietino. La vittima è un trentenne di origine romena, I.C. le iniziali del suo nome. Stava lavorando in un vigneto a Giuliano Teatino. Era insieme al proprietario del vigneto (un giulianese residente a Guardiagrele) e ad altri braccianti. Sono stati loro a soccorrerli per prima quando hanno visto il trattore rovesciato. Hanno subito chiamato il 118 e i vigili del fuoco e, in attesa del loro arrivo, hanno tirato fuori il loro amico da sotto il mezzo. Le sue condizioni sono apparse fin da subito gravi, soprattutto per quanto riguarda una gamba rimasta incastrata sotto il trattore. Valutata la situazione, la centrale operativa del 118 ha deciso di inviare sul posto l’elisoccorso. Il vigneto dove stava lavorando il romeno non è molto lontano dal campo sportivo di Giuliano Teatino, dove c’è un ampio spazio (generalmente utilizzato per parcheggiare le auto durante le partite di calcio) dove l’elicottero ha potuto atterrare in sicurezza. Il padrone della campagna ha trasportato il ferito con la sua auto fino allo spiazzo vicino al campo sportivo e poi da lì l’elisoccorso si è alzato verso Chieti. Al Santissima Annunziata si sono messe al lavoro le equipe mediche di Ortopedia, diretta da Vicenzo Salini, e di Chirurgia vascolare, diretta da Michele Fiore. La gamba era da amputare dal ginocchio in poi. Ma i medici hanno voluto tentare il tutto per tutto. Il trentenne è stato per ore sotto i ferri, operato dall’ortopedico Fabrizio Fascione e dal chirurgo vascolare Cristian Mannetta, con l’anestesista Luigi Ferrante. «Considerando che la gamba è arrivata attaccata solo a un pezzo di pelle, è stato un tentativo disperato», riferiscono dalla Asl, «ma comunque non si è voluto lasciare nulla di intentato». L’intervento ha ricostruito l’articolazione, l’apparato nervoso e il sistema vascolare. Solo tra qualche giorno si saprà se la difficilissima operazione e riuscito e se, quindi, non si dovrà amputare l’arto in seguito. Nel frattempo il trentenne è ricoverato in rianimazione, il reparto diretto dalla professoressa Flavia Petrini, dove è tenuto sedato sotto la supervisione dei medici Giovanni Compagnoni e Luca Di Tizio. Naturalmente, anche se l’intervento dovesse essere riuscito, ci sarà bisogno in seguito di numerose altre operazioni. Sull’incidente indagano i carabinieri di Miglianico. (a.i.)
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