Si traveste da donna e truffa gli anziani: arrestato un 24enne

14 Aprile 2021

Il giovane incastrato da una rosa tatuata su una mano Il giudice: mostra una speciale inclinazione a delinquere

CHIETI. Tuta fucsia, capelli lunghi neri e unghie laccate di blu, si travestiva da donna per raggirare gli anziani, rubando soldi, gioielli, persino le fedi nuziali. Ma i poliziotti della squadra mobile di Chieti, guidati dal commissario Nicoletta Giuliante, lo hanno fermato prima che potesse colpire ancora: Gennaro Casola, 24 anni, residente a Giugliano in Campania (Napoli), professione «pendolare del crimine», è stato arrestato con le accuse di truffa aggravata e sostituzione di persona. A tradirlo è stata una rosa tatuata sul dorso di una mano.
AI DOMICILIARI Secondo il giudice Andrea Di Berardino, che ha accolto la richiesta di custodia cautelare ai domiciliari presentata dal sostituto procuratore Giuseppe Falasca, l’indagato ha dimostrato una «speciale inclinazione a delinquere». La vittima accertata è una 85enne di Chieti Scalo, ma il «forte sospetto» degli investigatori, per usare le parole del questore Annino Gargano, è che Casola abbia messo a segno altri colpi analoghi. Non è un caso, dunque, che sia stato arrestato a Brecciarola, vicino al casello dell’autostrada, mentre tornava in città, molto probabilmente per rendersi protagonista di nuove truffe, è la tesi di chi indaga: in auto, aveva «i vestiti da lavoro», a partire dalla tuta fucsia.
MODUS OPERANDI È lo scorso 8 febbraio quando la vittima riceve una telefonata sull’utenza fissa da parte di un uomo che si spaccia per il nipote Alessio e le chiede di consegnare 4mila euro a un collega che, di lì a breve, raggiungerà la sua abitazione: «Ho avuto una spesa urgente», si giustifica. Quando lo sconosciuto si presenta a casa, però, l’85enne dice di avere a disposizione solo 2.400 euro. È a questo punto che il truffatore invita l’anziana a consegnare oro e gioielli per integrare la somma di denaro e raggiungere i 4mila euro pattuiti. La pensionata acconsente, ed è così che nelle mani del malvivente finiscono anche una collana d’oro, due fedi nuziali e tre anelli. Solo la sera, quando il vero nipote va a trovarla a casa, la vittima si accorge di essere stata truffata: nel pacco, in realtà, ci sono succhi di frutta con il marchio di un noto supermercato che si trova a Chieti alta.
LE INDAGINI A questo punto, scattano le indagini della sezione reati contro il patrimonio della squadra mobile. L’85enne descrive il truffatore come «una persona con i capelli lunghi e neri, con un particolare tatuaggio sulla mano, una vistosa tuta fucsia e unghie lunghe e colorate, tanto da indurre in errore la stessa vittima, indecisa se indicarla come uomo o donna». Gli accertamenti partono dal marchio dei succhi di frutta. I poliziotti raggiungono il supermercato in questione: dalle immagini delle telecamere viene fuori che, poco prima della truffa, una persona con gli stessi vestiti e le stesse caratteristiche fisiche, compreso il tatuaggio della rosa, è andata a comprare succhi di frutta, un panino e una bibita. A inguaiare definitivamente Casola è una perizia antropometrica del gabinetto interregionale della polizia scientifica di Ancona.
LE VALUTAZIONI DEL PM Il resto è storia recente. Il pm Falasca decide di chiedere l’arresto del giovane per la «spiccata pericolosità»: la dimostrazione è che sceglie come vittime «persone indifese», le quali rappresentano la sua «fonte unica di guadagno». Le conclusioni della procura sono condivise dal giudice Di Berardino: l’indagato va fermato perché le conseguenze sugli anziani derubati non sono soltanto economiche, ma «anche e soprattutto di natura psicologica». E vestirsi da donna è «un astuto stratagemma per confondere gli anziani e indebolire la portata dimostrativa delle loro descrizioni».
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