Si traveste da donna e truffa le anziane: va subito a processo

Il napoletano Gennaro Casola, 24 anni, davanti al giudice L’accusa: «Delinquente pericoloso, sceglie vittime indifese»
CHIETI. «La prova appare evidente». Lo scrive il giudice Andrea Di Berardino nel decreto con cui accoglie la richiesta del sostituto procuratore Giuseppe Falasca e dispone il giudizio immediato per Gennaro Casola, 24 anni, residente a Giuliano in Campania (Napoli), che si travestiva da donna per raggirare gli anziani, rubando soldi, gioielli e persino le fedi nuziali. Il processo nei suoi confronti, davanti al tribunale di Chieti, inizierà il 12 luglio. L’uomo, smascherato dai poliziotti della squadra mobile guidati dal commissario Nicoletta Giuliante, è accusato di truffa aggravata e sostituzione di persona, perché si è spacciato per il nipote della vittima, una pensionata teatina di 85 anni, dimostrando una «speciale inclinazione a delinquere». A tradire il «pendolare del crimine», ripreso dalle telecamere mentre entrava in azione con tuta fucsia, capelli lunghi neri e unghie laccate di blu, è stata una rosa tatuata sul dorso di una mano. Il vero nipote, assistito dagli avvocati Italo Colaneri e Alessandro Mascitelli, si costituirà parte civile.
È lo scorso 8 febbraio quando la vittima riceve una telefonata sull’utenza fissa da parte di un uomo che si spaccia per il nipote Alessio e le chiede di consegnare 4mila euro a un collega che, di lì a breve, raggiungerà la sua abitazione: «Ho avuto una spesa urgente», si giustifica. Quando lo sconosciuto si presenta a casa, però, l’85enne dice di avere a disposizione solo 2.400 euro. È a questo punto che il truffatore invita l’anziana a consegnare oro e gioielli per integrare la somma di denaro e raggiungere i 4mila euro pattuiti. La pensionata acconsente, ed è così che nelle mani del malvivente finiscono anche una collana d’oro, due fedi nuziali e tre anelli. Solo la sera, quando il vero nipote va a trovarla a casa, la vittima si accorge di essere stata truffata: nel pacco, in realtà, ci sono succhi di frutta con il marchio di un noto supermercato che si trova a Chieti alta. A questo punto, scattano le indagini della sezione reati contro il patrimonio della squadra mobile. L’85enne descrive il truffatore come «una persona con i capelli lunghi e neri, con un particolare tatuaggio sulla mano, una vistosa tuta fucsia e unghie lunghe e colorate, tanto da indurre in errore la stessa vittima, indecisa se indicarla come uomo o donna». Gli accertamenti partono dal marchio dei succhi di frutta. I poliziotti raggiungono il supermercato in questione: dalle immagini delle telecamere viene fuori che, poco prima della truffa, una persona con gli stessi vestiti e le stesse caratteristiche fisiche, compreso il tatuaggio della rosa, è andata a comprare succhi di frutta, un panino e una bibita. A inguaiare definitivamente Casola è una perizia antropometrica del gabinetto interregionale della polizia scientifica di Ancona. Per l’accusa, il giovane sceglie come vittime «persone indifese», le quali rappresentano la sua «fonte unica di guadagno». Le conseguenze sugli anziani derubati non sono soltanto economiche, ma «anche e soprattutto di natura psicologica». E vestirsi da donna è «un astuto stratagemma per confondere gli anziani e indebolire la portata dimostrativa delle loro descrizioni».
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