Si è spento a 67 anni don Angelo De Ninis

FARA FILIORUM PETRI. Ha lottato per due anni con una terribile malattia, don Angelo De Ninis, che si è spento ieri a Pescara. Aveva 67 anni. Sacerdote da 38 anni, da sempre impegnato negli istituti...
FARA FILIORUM PETRI. Ha lottato per due anni con una terribile malattia, don Angelo De Ninis, che si è spento ieri a Pescara. Aveva 67 anni. Sacerdote da 38 anni, da sempre impegnato negli istituti di don Orione, l’11 ottobre avrebbe concluso 50 anni di professione religiosa. Originario di Vacri, si era trasferito da bambino con la famiglia a Fara Filiorum Petri, dove ancora vive la mamma, la signora Maria, e dove per un periodo aveva ricoperto di parroco aggiunto. È stato parroco a Savignano Irpino, alla parrocchia della Madonna della Croce di Foggia, dove dirigeva l’istituto don Orione, incarico che ha ricoperto anche al Santuario di Paternò. Appena nominato parroco, a Pescara, era l’economo dell’istituto don Orione e responsabile dei ragazzi disabili. Il sindaco di Fara Filiorum Petri, Camillo D’Orazio, che ieri ha reso omaggio alla salma, traccia un ricordo commosso di don Angelo. «A Fara lo conoscevamo tutti. Era una persona eccezionale, sempre in prima fila quando si trattava di aiutare i meno fortunati».
L’amico Domenico Bucciarelli, avvocato, lo ricorda da bambino.«Apprendo del decesso di don Angelo De Ninis. Sono profondamente triste, questo è evidente. Ma sono allo stesso tempo sereno perché ho vissuto quasi da vicino la sua passione per il sacerdozio al servizio dei più deboli e, se mai esiste un paradiso cristiano, lui sarà già li. Da bambino mi colpiva questo giovane che, la prima domenica di maggio (San Dumeneche) lasciava a metà il pranzo da za Peppina e scappava al don Orione di Pescara. “Devo prestare le gambe a chi non ne ha”. Poi, quando avevo circa tredici anni, lui vestì l’abito sacerdotale e fu ordinato prete sempre presso lo stesso Istituto don Orione. Abbiamo sempre avuto da allora poche occasioni di incontro, ma sapendo quello che faceva per i deboli e per la sofferenza degli uomini, mi rincuorava sempre dei pochi incontri». Don Angelo era appassionato delle Ferrari, ricorda l’amico, una passione autentica per la macchina da corsa ma non per il simbolo che rappresentava. Del resto, don Angelo, «ha sempre rifiutato i beni materiali. Verrò ad abbracciarti, anche se sarà una prova difficile. Ti vedo ancora così forte e vivo tra la gente. Ti saluto, ti dico grazie a nome di tutti i deboli e di tutti i finti forti e spero tu possa proseguire il tuo cammino di pace e di speranza. Un grazie anche alla tua famiglia, splendida nella compostezza e nel rispetto dell’interminabile dolore che sei stato costretto a sopportare. Un bacio fraterno e un giorno pranzeremo insieme, con tutta la tranquillità, senza tempo. Che il cielo ti glorifichi come hai meritato in terra». I funerali saranno celebrati oggi pomeriggio alle 15 nella chiesa dell’Istituto don Orione di Pescara.

