«Siate ottimisti, tra poco la disoccupazione calerà»

21 Maggio 2016

Convegno sui giovani, lavoro e prospettive al “Galiani” organizzato dal Lions Gli esperti danno un messaggio di speranza ai tanti studenti presenti

CHIETI. Il lavoro è una cosa seria. Occorre ribadirlo? Forse sì, con i tempi che corrono. Un’iniezione di ottimismo verso il futuro ieri mattina nell’aula magna dell’istituto “Galiani”, grazie al convegno “Creare il lavoro, progettare la vita”. A organizzarlo il Lions Club “Chieti Host”, “I Marrucini” e Leo Zona B con la collaborazione dei club di Guardiagrele, Loreto Aprutino-Penne, Montesilvano, “Pescara Host”, “Pescara Ennio Flaiano”.

Un incontro diretto alle nuove generazioni, quelle che vedono il progressivo aumento dei “neet” (not engaged in education, employment or training), di chi non è impegnato né nello studio, né nel lavoro, né nella formazione. Basti pensare che per quest’anno, sul territorio nazionale, il 25,7 per cento di persone tra i 15 e i 29 anni non ha lavoro, non studia o non è impegnato in qualche progetto di vita. E’ rassegnato. La nostra regione batte persino la percentuale italiana: in Abruzzo i “neet” sono al 26,9. Che fare, allora? Ieri mattina le risposte sono state molte.

Con la partecipazione del presidente del Lions Chieti Guglielmo Marchionno, a moderare è il vice caporedattore de Il Centro Lorenzo Colantonio: «Sono più curioso di voi per quello che vi diranno oggi. Di sicuro riporterete con voi perle di saggezza» dice. L’obiettivo è uno: offrire strumenti per permettere ai giovani di orientarsi in un mondo del lavoro globalizzato: «Siete una generazione fortunata», ricorda il dottor Orazio Parisi, direttore interregionale del lavoro (Abruzzo, Lazio, Toscana, Umbria, Sardegna), «oggi potete orientarvi attraverso molti strumenti e molte esperienze, come quelle dell’alternanza scuola-lavoro e degli stage» prosegue. Molti gli enti che si occupano del problema, come l’agenzia Anpal attraverso funzionari ministeriali, Inps e Inail. In un mondo in cui ogni confine crolla – di fronte all’immensa rivoluzione informatica e tecnologica – ci si deve adattare: «Bisogna tornare a credere nell’euro e nell’Europa, altrimenti verremo spazzati via. In un mondo del lavoro completamente globalizzato tutto è radicalmente cambiato», dice il professor Nicola Mattoscio, presidente del corso di laurea in economia, mercati e sviluppo della D’Annunzio. E non si pensi che la mera “specializzazione” possa trovare rimedi efficaci: «Occorre tornare ad un approccio generalista. Solo così si può essere in grado di adattarsi a qualsiasi situazione» continua. Come fermare, poi, i “cervelli” in fuga? Per rispondere viene messo in evidenza uno dei modelli virtuosi dell’imprenditoria italiana, quello delle imprese “etiche” che: «Rispettano i diritti del lavoro, la legalità e non utilizzano strumenti come gli stage per sfruttare chi lavora» ribadisce il dottor Luigi Giosaffatte, direttore generale di Confindustria Chieti-Pescara. In un periodo di migrazioni continue e di gente disposta a tutto: «Confindustria Chieti-Pescara ha già coinvolto 3mila studenti teatini per interfacciarsi con le aziende», prosegue. È ovvio, allora, che non si può perdere tempo: «Il diritto al riposo è tale solo se diventa costruttivo» dice Mattoscio. E d’altronde il posto fisso pare diventare persino “noioso”.

Ancora una speranza: i tassi di disoccupazione scenderanno entro i prossimi mesi, dicono le previsioni. E iniziare a riconoscere il valore dell’informatica e della lingua straniera è fondamentale. Come lo è conoscere i meccanismi statistici: «Saper utilizzare i mezzi statistici significa riuscire a interpretare il dato per prendere decisioni sul proprio futuro: serve anche a difenderci» evidenzia il dottor Domenico Di Spalatro, sede territoriale Istat Abruzzo.

Oziare – se non significa pensare – non offre prospettiva alcuna: ieri mattina la cosa è stata più che lampante.