Sicari: «Chieti sempre viva Il Marrucino è un faro»

Dopo il tutto esaurito al concerto di Ughi, il presidente del cda detta la strada «Le istituzioni ci sostengono, puntiamo sulla cultura per rilanciare la città»
CHIETI. «Chieti non è una città sopita, ma ha un cuore pulsante e noi vogliamo che continui a battere forte». Il giorno dopo il concerto del violinista Uto Ughi che ha aperto i festeggiamenti del Bicentenario del Teatro Marrucino, Cristiano Sicari detta la strada: Chieti deve giocarsi la carta della cultura e riscoprire la sua storia. E il Marrucino deve essere un faro: un monumento d’Abruzzo che supera i confini della città.
La prima per celebrare i 200 anni dell’istituzione, tra gioielli in mostra e dame in costume ottocentesco, è stata una festa della mondanità di provincia con una passerella di politici, tra candidati ed esclusi eccellenti. Il presidente della Deputazione teatrale parla di «una serata attraente»: «Ho un sentimento di gratitudine nei confronti di chi ha consentito che si potesse realizzare uno spettacolo del genere, a partire dalla dirigenza del teatro, fino agli impiegati e agli operatori. E poi c’è tanta soddisfazione: tanto pubblico in sala e tanto pubblico fuori davanti al maxischermo sotto i portici di corso Marrucino e ai monitor nell’ex Banca d’Italia non si vedeva da tempo: l’evento ha catalizzato l’attenzione e sabato prossimo Rai Tre ci concederà uno spazio nel programma Mezzogiorno Italia. E poi», continua Sicari, «è stato un piacere avere sul palco il presidente della Regione Luciano D’Alfonso e il sindaco Umberto Di Primio prima del concerto perché è bello mostrare riconoscenza alle istituzioni che ci sostengono. È stata una bella festa», conclude, «con un unico dispiacere: aver lasciato insoddisfatte quelle persone che avrebbero voluto assistere allo spettacolo dal vivo e non ci sono riuscite».
Dal palco, D’Alfonso, candidato al Senato, ha lodato il Marrucino: «Questo teatro è un bene comune irripetibile, 200 anni di coltivazione del bello, un teatro luminoso di una comunità regionale», ha detto. Un teatro che è patrimonio di tutto l’Abruzzo, ha ripetuto Di Primio di fronte a una platea di amministratori, esponenti delle forze dell’ordine, imprenditori e i fortunati 96 cittadini che sono riusciti a mettere le mani, dopo una fila di ore e ore, sui pochi biglietti gratis rimasti.
Il concerto di Ughi è stato il primo di un anno di appuntamenti. Oggi alle 17, dopo la prima di ieri sera, andrà in scena “L’Avaro” di Moliere interpretato da Alessandro Benvenuti con Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosati, Massimo Salvianti, Lucia Socci, Paolo Ciotti, Gabriele Gioffreda, Desirée Noferini e la regia di Ugo Chiti. Sabato 10 febbraio sarà la volta del Libanese e del Freddo di Romanzo criminale, Francesco Montanari e Vinicio Marchioni, che reciteranno in “Uno zio Vanja” di Cechov.

