Sider, Golden Lady e Cotir L’estate calda degli operai

Sciopero dei siderurgici stamattina davanti allo stabilimento di Punta Penna Da Regione e sindacati non trapela nulla sulla riconversione dell’ex calzificio
VASTO. Lavoratori del Vastese sempre più in affanno. Riprendere quota per le aziende in crisi non è facile. Consorzi e cooperative non riescono a versare regolarmente gli emolumenti. Il caso Golden Lady diventa un giallo. Cresce l’esasperazione in molte aziende. Questa mattina i 50 lavoratori della Sider Vasto protestano davanti alla fabbrica di Punta Penna. I dipendenti del Consorzio di bonifica sono già in agitazione. I lavoratori del Cotir aspettano 21 mensilità. Ritardi nei pagamenti anche all’istituto San Francesco della Fondazione Padre Alberto Mileno.
SIDER VASTO. Quando 4 mesi fa il tribunale di Vasto omologò il concordato preventivo, 50 famiglie tirarono un sospiro di sollievo. Ora alla Sider Vasto torna la preoccupazione. La fabbrica che dal 1975 produce tubi metallici nella zona industriale di Punta Penna con maestranze qualificate avrebbe trovato un acquirente. Però i lavoratori sono preoccupati per alcuni macchinari mancanti. «Che fine hanno fatto e perché sono stati smontati?», sono alcune delle domande che si pongono le maestranze. Il concordato preventivo si avvale della necessaria omologa del tribunale, sicché il complesso iter può ritenersi concluso in maniera positiva. Con il consenso dei creditori è andata a buon fine la procedura istruita dal giudice Elio Bongrazio ed espletata dal curatore, Nando Pignatelli, ma la paura di nuovi problemi non fa dormire sonni tranquilli ai lavoratori che questa mattina alle 8,30 tornano a protestare davanti alla fabbrica.
CONSORZIO DI BONIFICA. A febbraio l’arrivo del commissario Sandro Annibali avrebbe dovuto sanare tutti i mali del Consorzio e dare ai lavoratori gli stipendi arretrati. Non solo non è successo ma la situazione è peggiorata. Al punto che sul Consorzio di bonifica Sud di Vasto è intervenuto qualche giorno fa con una richiesta d’aiuto al prefetto, il presidente di Copagri, Camillo D’Amico. «La situazione in cui versa il Consorzio di bonifica Sud è grave a causa di una seria problematica finanziaria e di bilancio strutturalmente complessa e di difficile soluzione. I dipendenti, senza stipendio da molti mesi, hanno dichiarato lo stato di agitazione che sta mettendo quotidianamente a repentaglio l’erogazione di servizi essenziali come la fornitura dell’acqua per l’irrigazione», conferma D'Amico. Lo stato d’animo dei dipendenti è peggiorato dopo le notizie arrivate dall’Aquila sull’avviso di garanzia ricevuto da Annibali per una inchiesta aquilana. Sulla vicenda è intervenuto il consigliere regionale Pietro Smargiassi (M5S) che sta cercando di alzare il velo su una situazione sempre più complicata.
GOLDEN LADY. L’assessore regionale alle attività produttive, Giovanni Lolli, ha convocato una riunione per il 18 giugno scorso alle 14,30 a Pescara. In quella sede avrebbe dovuto fornire comunicazioni sulla vertenza Golden Lady, confermando l’evoluzione positiva dell’insediamento della Emarc con la riassunzione di 70 dipendenti. Ma non solo. Ai sindacati erano state annunciate ulteriori notizie sul riassorbimento di altre unità lavorative. Alla riunione, però, è seguito il silenzio. I segretari provinciali della Femca-Cisl, Filctem-Cgil e Uiltec-Uil, rispettivamente Franco Zerra, Giuseppe Rucci e Arnaldo Schioppa, non hanno inteso riferire nulla alla stampa. Un fatto insolito e inquietante che non fa presagire nulla di buono. Sono in tanti a ritenere che l’odissea dei 380 lavoratori sia ancora lontana dall’approdo. Il silenzio dei sindacati, purtroppo, non fa che accrescere le ipotesi più pessimiste.
ISTITUTO SAN FRANCESCO. Non è un bel periodo neppure per i dipendenti della Fondazione Padre Alberto Mileno. Ricominciano i ritardi nel pagamento degli stipendi. Centinaia di lavoratori della Casa di cura San Francesco sono nuovamente alle prese con una situazione carica di dubbi e incertezze per il mancato pagamento degli stipendi. La Regione è comunque impegnata a cercare di risolvere i problemi dei lavoratori che pagano colpe non loro. Troppi sono ancora i debitori insolventi. Tortuosa e irta di ostacoli la proceduta di recupero dei crediti vantati dagli enti pubblici.
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