Sider, è fumata nera Salta la vendita dello stabilimento

VASTO. Fumata nera per i lavoratori della Sider Vasto. Da parte del potenziale acquirente dello stabilimento siderurgico, infatti, non c’è stata alcuna offerta migliorativa. Salta così la vendita...
VASTO. Fumata nera per i lavoratori della Sider Vasto. Da parte del potenziale acquirente dello stabilimento siderurgico, infatti, non c’è stata alcuna offerta migliorativa. Salta così la vendita della fabbrica di Punta Penna
«Cercheremo di trovare un accordo sulla mobilità», fanno sapere Claudio Musacchio, esponente della Uil, e Carmine Torricella della Cgil. «Ce l’abbiamo messa tutta ma purtroppo non è servito», è il rammarico dei rappresentanti sindacali.L’azienda ha dato appuntamento alle forze sociali la prossima settimana per definire la procedura di mobilità dei lavoratori.
L’offerta presentata dal gruppo Rapullino era di 5 milioni di euro. La somma non è stata ritenuta sufficiente dalla proprietà della Sider e dalla curatela della società. Il tetto del concordato era stato fissato a 7,7 milioni di euro. L’ago della bilancia, secondo i lavoratori, è stato lo “slitter”, il macchinario di precisione che taglia le lamiere.
La Sider Vasto avrebbe già venduto lo slitter ad altri imprenditori. Per evitare che il sofisticato macchinario fosse smontato, le maestranze nel mese di luglio scorso presidiarono la fabbrica. Dieci giorni fa l’ultimo sit-in. Adesso occorre salvare il salvabile.
Entro fine anno deve essere definita la procedura di mobilità dei lavoratori.
Dopo cinque anni di crisi, la vicenda Sider Vasto si avvia ad un epilogo che rattrista tutti. Compresi i politici che hanno cercato in tutti i modi di trovare una soluzione: dal vicepresidente della giunta regionale, Giovanni Lolli, al sindaco di Vasto, Luciano Lapenna.
«Perché la Sider Vasto è stata sempre un vanto per Punta Penna e la sua manodopera è altamente specializzata: lo sanno anche gli imprenditori di altre regioni. L’offerta del gruppo Rapullino garantiva il riassorbimento di tutti i lavoratori. E questo era un particolare fondamentale. È davvero un peccato veder fallire l’accordo. Cercheremo una soluzione che non sia traumatica per i lavoratori», dice Claudio Musacchio.
Tra qualche giorno è annunciato un altro vertice che porterà a definire un calendario di iniziative nel tentativo di fare qualche passo in avanti per salvare comunque il salvabile. (p.c.)
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