«Sigilli ai dodici depuratori se la Sasi non li mette in regola»

Ultimatum della Procura dopo la relazione sui lavori agli impianti fatti dalla società del servizio idrico Menditto avverte: adeguamenti e autorizzazioni allo scarico devono essere pronti al 30 settembre
LANCIANO. «La Sasi deve mettersi in regola entro il 30 settembre, altrimenti scatteranno i sigilli ai 12 depuratori». È l’ultimatum del procuratore capo Francesco Menditto alla società che gestisce il servizio idrico in 92 Comuni del Chietino, dopo aver ricevuto la relazione tecnica del perito Michele Moscariello. Il tecnico, che ha effettuato anche le prime indagini sugli impianti, ha controllato se i lavori fatti dalla Sasi nel corso dell’anno siano corretti. Era il 28 aprile 2015 quando la Procura sequestrò 12 depuratori tra Lanciano, Treglio, Rocca San Giovanni, Atessa, Santa Maria Imbaro, Bomba e Quadri, impianti giudicati sottodimensionati, mal funzionanti, alcuni perfino inattivi, e che scaricavano nei fiumi Feltrino, Sangro e Osento e in mare reflui con sostanze inquinanti.
Alla luce del sequestro si è aperto il processo per reati ambientali all’ex presidente della Sasi, Domenico Scutti, e a quello della Ecoesse Alfiero Marcotullio, che ha gestito gli impianti di Quadri, Atessa e Bomba dal 2010 al 2013. Con la stagione estiva alle porte e alla scadenza dell’ennesima proroga concessa fino al 30 maggio per adeguare gli impianti, Menditto ha chiesto una verifica puntuale dalla quale si evince che la Sasi non ha fatto molto. A parte avviare la costruzione del nuovo depuratore di Lanciano -non ancora ultimata- e programmare interventi a Treglio, ci sono una serie di mancanze. «Prima tra tutte», sottolinea Menditto, «le autorizzazioni allo scarico, a causa di rimpalli tra Regione e Provincia». La Sasi ha chiesto i permessi alla Provincia che ha girato la richiesta alla Regione la quale, a sua volta, non ancora invia alcun documento.
Sempre dalla relazione si evince che «la Sasi ha intrapreso un percorso diretto ad evitare il protrarsi dei reati contestati, ma servono molte altre azioni. Gli interventi fatti finora sono manutenzione ordinaria degli impianti, come sostituzione delle pompe di sollevamento e griglie. Poi ha realizzato sugli impianti di Quadri e Treglio due sfioratori di piena senza autorizzazione e senza una relazione tecnica preliminare che ne giustificasse la necessità. Sono pressoché identici. Solo Quadri ha una modifica strutturale che migliora l’impianto». Il perito indica una serie di azioni che la Sasi deve effettuare: misurazioni, azioni tecniche e soprattutto il deposito delle autorizzazioni agli scarichi. Se non si adegua arriveranno i sigilli, ma intanto l’estate trascorrerà senza sussulti. Con un atto in materia ambientale chiude la sua esperienza a Lanciano il procuratore Menditto, che oggi prende servizio a Tivoli. Sarà Rosaria Vecchi a prendere le redini della Procura, affiancata da colleghi che arriveranno dalla Procura di Pescara in applicazione. A giugno sarà pubblicato il bando per il posto di procuratore capo, mentre a fine anno quello di sostituto procuratore.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

